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Francesco Grillo (il Messaggero): «Nella distribuzione dei vaccini è auspicabile una solidarietà mondiale»

«I dati della grande pandemia sono chiari e raccontano come si stanno scavando grandi distanze tra diverse parti del mondo. E, tuttavia, a preoccupare ulteriormente è il fatto che sotto l’Europa si sta aprendo un buco nero – si chiama Africa ma arriva fino alla Siria – dove abitano 1,2 miliardi di individui e hanno vaccinato un abitante su venti». Lo scrive Francesco Grillo sul Messaggero, auspicando una solidarietà mondiale nella distribuzione dei vaccini.

«Vale per il mondo – afferma – quello che sarebbe dovuto valere per l’Italia. Di fronte ad una catastrofe naturale che, per la prima volta tocca tutti gli abitanti del pianeta nello stesso momento, sarebbe stato indispensabile coordinamento. In fondo, sono già sul mercato 11 miliardi di dosi, sufficienti a vaccinare l’80% della popolazione mondiale, laddove l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sostiene che basta vaccinarne un terzo per domare la bestia (lasciando le categorie meno a rischio ad una fase meno critica)».

«E, invece, i Paesi ricchi (come dimostra il grafico che accompagna questo articolo) stanno facendo incetta di dosi: la stessa Unione Europea potrebbe vaccinare con quelle acquistate almeno due volte tutti, inclusi i neonati. È vero che l’Africa ha contato meno contagi (il virus sembra spaventato solo dal caldo), ma una distribuzione così diseguale può produrre due effetti boomerang: accresciamo il risentimento che alimenta gli incubi che hanno terrorizzato le nostre città; offriamo al virus il brodo di coltura per mutare forma e venirci a trovare con il prossimo barcone».

«Per il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’etiope Tedros Ghebreyesus, dovremmo aver capito che di fronte ad un nemico così subdolo, “saremo al sicuro, solo quando lo saremo tutti insieme”».

«Invece, il mondo è sull’orlo di un clamoroso “fallimento morale”. È un fallimento morale ma anche istituzionale perché non ci si può aspettare che un ordine mondiale nato dopo la seconda guerra mondiale possa risolvere problemi colossali armato di un temperino: il bilancio dell’OMS è inferiore a quello che in un anno spende la Regione Abruzzo sulla sanità e il suo Presidente non ha neppure il potere di pretendere che i Paesi del mondo condividano dati sull’epidemia che siano correnti tra di loro».

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