«Non ne parla nessuno, affascinati come siamo da una crisi di governo surreale. E, tuttavia, l’Italia ospita quest’anno quello che potrebbe essere uno dei vertici più importanti della storia: il G20 del 30 e 31 ottobre prossimi». Ne parla sul Messaggero Francesco Grillo. «Quest’anno il vertice identifica tre priorità: le persone, divise da diseguaglianze senza senso; il pianeta, da salvare dalle attività stesse dell’uomo; la fiducia nella possibilità che le generazioni future progrediscano. Dalle priorità generali emergono, tuttavia, tre concretissimi problemi sui quali ci giochiamo, molto probabilmente, la sopravvivenza stessa».
«Innanzitutto, la questione dei vaccini che dirà, in maniera netta, cosa vogliamo fare dei diritti universali dell’uomo in un secolo così nuovo. E, tuttavia, all’emergenza di dover conservare la solidarietà che ancora ci unisce, il G20 non può non affiancare la necessità di cominciare a discutere di come prevenire e reagire ad altri possibili shock come quelli appena vissuti. In secondo luogo, il cambiamento climatico, che può procurarci una catastrofe persino peggiore di quella vissuta nel 2020. È necessaria una trasformazione dei modelli di produzione e di consumo che può essere una grande opportunità, ma che è radicale. Infine, le piattaforme globali digitali. L’emergere di fortissime concentrazioni di controllo dei dati sta spostando potere politico ed economico, con effetti molto discussi sulla democrazia e, molto meno studiati, sulla competizione e sulla stessa innovazione».
«Può essere dunque eccezionalmente importante l’agenda del lavoro di questo G20. Per il prossimo governo italiano può essere una grande e, in parte, insperata occasione per far uscire dall’angolo un Paese che si è autoridotto al ruolo di scolaro recalcitrante. Pur partendo dalla consapevolezza di essere oggi la punta avanzata della crisi di un Occidente stanco, potrebbe essere questa l’opportunità per ricordare a noi stessi di essere stati capaci, in altri tempi, di aver saputo correre il rischio di immaginare un mondo nuovo».








