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Stefano Folli (Repubblica): «Tra Quirinale e Palazzo Chigi c’è un saldo legame»

Il Quirinale e Palazzo Chigi sembrano essere saldamente legati. Secondo Stefano Folli, dopo aver confermato compreso che il governo porrà la fiducia sulla riforma della giustizia, Mattarella e Draghi «hanno di nuovo lasciato intravedere il filo tenace che li unisce».

«Il presidente del Consiglio» ricorda «lo aveva preannunciato giorni fa, forte della valutazione unanime con cui il Consiglio dei ministri aveva approvato il testo Cartabia. In seguito, si è svolto il solito gioco politico-mediatico, con i Cinque Stelle preoccupati di subire uno smacco eccessivo e ansiosi di ottenere qualche aggiustamento: un punto su cui peraltro non ci sono mai state preclusioni. Il problema è che il vaso di Pandora, una volta aperto, rischiava di spargere ovunque il suo contenuto, fatto di emendamenti e di richieste a pioggia da destra e da sinistra», scrive Folli su Repubblica.

«Fino al pantano dei veti incrociati che avrebbe affossato la riforma. Dunque, la fiducia non è in questo caso la prova di una debolezza strutturale dell’esecutivo, bensì il suo opposto: un atto di forza consapevole rispetto a partiti troppo deboli per rovesciare la leadership di Draghi e tuttavia in grado di paralizzarne l’attività. Ed è qui che il capo dello Stato ha ribadito il sostegno al governo di quasi unità nazionale. Sono opportune le mediazioni, ha detto ai giornalisti accreditati nei giardini del Quirinale, “ma poi arriva il momento delle decisioni chiare”».

«È quello che si sta facendo ancora nelle ultime ore: un negoziato all’interno del tracciato stabilito, non la ricerca estenuante di un accordo inafferrabile. Del resto» prosegue «il governo ha il diritto e il dovere di affermare le sue priorità. Il semestre non sarà esente da tensioni, ma Mattarella ha lasciato capire che il Quirinale farà quanto in suo potere per disinnescarle. Per ora ha lanciato un appello generico ai partiti affinché non dimentichino “il bene comune”. Ma soprattutto ha offerto un punto d’appoggio a un premier determinato e poco incline a lasciarsi trascinare nei gorghi di una politica mediocre».

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