Il Pnrr interesserà diversi settori e fornirà i fondi per la costruzione di nuove opere, come anche per la Rete ferroviaria italiana, la società di infrastruttura del gruppo Fs. Secondo quanto affermato da Vera Fiorani, amministratrice delegata di Rfi, l’azienda intende procedere cercando di promuovere la massima condivisione con tutti gli stakeholder interessati.
«Come richiede il legislatore» ha detto Fiorani «i nostri progetti di fattibilità tecnico economica sono accompagnati da un’analisi di sostenibilità e sottoposti a dibattito pubblico. Ad un confronto trasparente e costruttivo che porti, per quanto riguarda soprattutto le opere inserite nel Pnrr alle quali il legislatore ha attribuito caratteri di priorità assoluta, a soluzioni condivise in tempi contenuti e certi», afferma al Congresso Andaf (Associazione nazionale direttori amministrativi e finanziari) “Cfo: Next Generation Sostenibile”, a Genova.
«Altrimenti si potrà e dovrà ricorrere ad ambiti superiori, come il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici fino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, com’è accaduto due giorni fa per il progetto di collegamento ferroviario con l’aeroporto Marco Polo di Venezia». Vera Fiorani, Commissaria straordinaria di governo per varie opere, ha voluto ricordare come tra le prerogative che le attribuisce il decreto di nomina ci sia anche quella di approvare i progetti unicamente con i presidenti delle Regioni coinvolte, Campania e Calabria per la Salerno Reggio-Calabria.
«È una prerogativa» ha detto Fiorani «alla quale non vorrei mai ricorrere perché per Rfi è fondamentale il confronto con le comunità locali. È quanto stiamo facendo anche qui a Genova, con l’ascolto e la discussione in piazze pubbliche con i cittadini coinvolti nei lavori sul nodo ferroviario». Fondamentale per la sostenibilità delle nuove infrastrutture anche la capacità di integrare la ferrovia con porti e aeroporti. E il Pnrr guarda con attenzione anche a questo fronte.
«Nodo di Genova e Terzo Valico, parti integranti del Corridoio europeo Reno – Alpi, sono un esempio concreto di come si debbano realizzare le condizioni per una reale ed efficace Intermodalità, e una delle opere su cui Rfi è impegnata». Al centro dell’intervento di Fiorani è stata la sostenibilità, nella sua triplice accezione, sociale, economica e ambientale, lungo il percorso di realizzazione del Pnrr da parte di Rfi.
Sostenibilità che è anche lavorare per raggiungere una reale “parità di genere”, come recita il quinto degli SDGs dell’agenda Onu. «Come ha ricordato due giorni fa il ministro Giovannini, Rfi ha già applicato le clausole di premialità per l’inclusione di genere e il lavoro giovanile in due fondamentali gare di alta tecnologia già bandite, una da 500 milioni di euro per la progettazione e realizzazione del sistema Ertms sulle linee oggetto del Pnrr, e l’altro per un accordo quadro che ci consentirà di internalizzare la realizzazione degli Apparati di Comando Centralizzato della Circolazione (Acc), che rappresentano un elemento chiave, di altissima tecnologia digitale, nella gestione del traffico ferroviario».
E qui Fiorani ha lanciato un forte segnale al mondo della scuola e delle università sulla sempre più pressante necessità di ingegneri ferroviari altamente specializzati: «Stiamo finanziando dei master post-laurea con i più importanti atenei, perché abbiamo grande bisogno di ingegneri che sostengano e sviluppino i nostri progetti di innovazione tecnologica».
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