La guerra in Ucraina ha mostrato degli aspetti orribili della natura umana, ma ha mostrato anche la meraviglia della resistenza, prima di tutto degli ucraini, ma anche di tutti quegli imprenditori privati si sono schierati contro il conflitto scatenato dalla Russia. A parlarne è Giuliano Ferrara, che sottolinea: «la mobilitazione dei privati per l’Ucraina è stupefacente».
«Non solo famiglie che ospitano in decine di paesi europei e negli Stati Uniti, non solo contributi in denaro, non solo azione generale di organizzazioni umanitarie sostenute dal volontariato, associazioni cattoliche e di altre confessioni, comitati ad hoc in Europa e in America; per privati si può intendere, a parte le manovre di accerchiamento dell’economia russa da parte dei mercati, non solo finanziari, ogni tipo di soggetto, imprenditori dell’export e dell’import, grandi imprese e medio-piccole, che ha dato e sta dando un appoggio tangibile alla resistenza degli ucraini».
«Mentre dal più stupido sistema mediatico del mondo, quello italiano dei piccoli schermi, non tutti ma quasi, sale il fumo della verbosità equidistante, è come se la società civile si fosse rimessa a leggere i giornali di carta, che in generale raccontano e giudicano con estrema circospezione, con amore di esattezza, con sprezzo di ogni pericolo, quello che succede nell’inferno incandescente del paese europeo martoriato a causa della sua indipendenza e del suo slancio».
«Il “fuck!” dei Måneskin è arrivato inaspettato, gratuito, un gesto rock contro un esercito distruttivo e lento. Il panorama è però disseminato di piccoli e grandi atti di dissociazione, anche di artisti rétro cui era ed è cara la Federazione russa, loro palcoscenico di riferimento a fine carriera. A leggere le pagine letterarie dei giornali europei e americani si capisce che c’è qualcosa di nuovo sotto il sole. La pace non è più una retorica generica, è azione ed emozione diretta, unificazione delle forze anche intellettuali per arginare la losca progressione, o escalation, di una guerra che non doveva essere combattuta e che può essere sconfitta solo combattendo, ciascuno con le armi che ha».








