Un maxi piano per sostenere il turismo italiano in tempi di Covid-19. Così Cassa Depositi e Prestiti ha subito messo nel mirino 120 alberghi da sogno, per un valore tra i 7,5 e gli 8 miliardi di euro.
I dati per gli operatori alberghieri sono evidenti. Tra gennaio e agosto 2020 c’è stato un calo dell’83% degli arrivi internazionali rispetto al 2019, con una flessione di 25 miliardi della spesa da turisti stranieri e di 44 miliardi da turisti nazionali. Per questo Cdp vuole usare tutti gli strumenti a disposizione per creare una rete protettiva in attesa della ripresa. Un’azione che non è inedita, quella di supporto al turismo italiano, ma che stavolta presenta un campo d’azione più ampio.
«La volontà è mobilitare fino a 2 miliardi di risorse, anche con il contributo del ministero dei Beni Culturali, per rafforzare un settore chiave per l’economia italiana che rappresenta il 13% del Pil e il 15% dell’occupazione».
Così l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo, ha presentato il Nuovo Fondo Nazionale del Turismo, in rampa di lancio.
L’aiuto è quanto mai prezioso, soprattutto per quanto riguarda i proprietari italiani di hotel, che difficilmente possono contrastare la potenza di fuoco delle grandi catene internazionali. La situazione d’emergenza potrebbe soltanto alimentare l’espansione estera, capace di “mangiare” facilmente i concorrenti.
Nel suo piano, Cdp, punta su quattro pilastri, che non riguardano solo gli investimenti. Verrà creata una scuola avviata da Cdp, in collaborazione con Th Resort e l’Università Ca’ Foscari, per formare i nuovi manager del turismo. Spazio anche all’innovazione, con l’intervento del Fondo Nazionale Innovazione per il sostegno alle startup del settore, già ne sono state coinvolte 11. Per quanto riguarda gli investimenti invece l’obiettivo è quello di consolidare i gestori, puntando alla creazione di campioni nazionali nella gestione degli alberghi. Fondamentale per questo processo sarà Cdp Equity, che ha già il 46% di Th Resort e il 23% di Rocco Forte Hotel.
Marco Doglio, responsabile immobiliare di Cdp, spiega sulle pagine di MF-Milano Finanza la direzione da prendere. «Su quest’ultimo fronte l’obiettivo è promuovere la separazione tra proprietà immobiliare e gestione alberghiera, per consentire agli operatori di lavorare al meglio grazie anche alle sinergie e all’offerta di proposte innovative. Nel corso degli ultimi anni Cdp, tramite il Fondo Investimenti per il Turismo, in particolare Ft1, ha già acquisito 7 strutture ricettive, gestite da 3 operatori alberghieri, Th Resorts, Rocco Forte e Blu Hotels, per un investimento di 160 milioni, e i risultati sono stati decisamente positivi con un rendimento del 5-5,5%, al netto di oneri fiscali, costi immobiliari e di gestione».
Un piano di sviluppo riguardante sia Ft1, che si occupa di strutture 4 stelle, sia Ft2, che riguarderà invece immobili iconici come il Villa Igiea di Palermo, di cui Ft1 è proprietario e la cui gestione è affidata alla catena Rocco Forte.
«Per Ft1 – conclude Doglio – completeremo il piano di investimento aprendo all’ingresso di istituzionali, come assicurazioni, casse e fondi pensione, facendo pure ricorso alla leva per arrivare ad una manovra complessiva di circa 500 milioni».








