Cesare Martinetti legge il trionfo dell’AfD in Sassonia-Anhalt, con il 44% dei voti, come un segnale che va ben oltre la Germania.
Il successo del giovane Ulrich Siegmund, capace di costruire consenso soprattutto attraverso una comunicazione diretta e i social, segna secondo l’editorialista de La Stampa una rottura simbolica profonda nella Germania del dopoguerra.
La vera “campana” che ora suona, però, suona per tutta l’Europa: l’avanzata delle destre antisistema sta erodendo gli equilibri politici su cui si è costruita l’Ue, proprio mentre la guerra è tornata ai suoi confini.
Martinetti sottolinea in particolare le ambiguità sull’Ucraina, ricordando lo slogan di Alice Weidel “Mai più un euro all’Ucraina” e le analoghe posizioni emerse nel Rassemblement National francese.
Martinetti avverte tuttavia che questa “onda nera” europea non è affatto compatta: AfD, Rassemblement National, Reform UK e la destra di Giorgia Meloni presentano differenze e rivalità molto profonde.
Il prossimo vero banco di prova saranno quindi le elezioni francesi, che diranno quanto queste forze possano realmente ridisegnare gli equilibri politici del Vecchio Continente.








