“Siamo di fronte a un altro stress test dato dalla crisi in Medio Oriente, il secondo dopo pochissimo tempo, quello legato alla crisi dei prezzi dell’energia dovuta all’invasione russa dell’Ucraina”, quello prima ancora è “il Covid”.
“E il messaggio che è venuto fuori in tutti e tre, se posso permettermi di banalizzarlo molto, è ‘Ci state raccontando che bisogna occuparsi della fine del mondo, ma se non riesco ad arrivare alla fine del mese, la fine del mese conta di più della fine del mondo’.
E questo messaggio, che in tutti e tre questi stress test è stato molto efficace, è molto duro perché ha toccato ovviamente la vita concreta, reale dei cittadini, delle imprese, ha messo a durissima prova la direzione di marcia”.
Così Enrico Letta, presidente dell’Institut Jacques Delors, all’evento ‘Energia e adattamento climatico: nuove sfide per le imprese’, in corso a Milano.
Letta ha sottolineato che “bisogna riuscire a mantenere la direzione di marcia, nonostante questi stress test che ci mettono e ci riportano duramente alla necessità di trovare soluzioni immediate a crisi immediate, ma sapendo che le due vicende, i due piani, sono due piani che devono per forza di cose rimanere separati”.
“I due piani devono rimanere separati, cioè dobbiamo riuscire a mantenere la direzione di marcia della strategia compresa nel Green Deal, a prescindere dalle crisi congiunturali che si sono ripetute, di cui la terza è quella che stiamo vivendo oggi.
Ed è difficilissimo perché questa terza crisi sostanzialmente spinge molto a dire: ‘be’, ma allora deceleriamo, torniamo indietro, perché bisogna andare così veloci?’”.
Ad avviso di Letta “occorre chiedere alle istituzioni europee e quindi anche ai governi nazionali, di riuscire a mantenere separate le risposte, quelle di breve periodo e quelle di lungo periodo. Perché se si mischiano le due cose non si riesce a dare una risposta efficace né all’una né all’altra”.








