Un sistema energetico che nel 2025 vive “una fase di consolidamento dopo gli anni della crisi dei prezzi, in un quadro internazionale segnato da crescita moderata e da un’incertezza che non accenna a ridursi” ma che, per via delle tensioni geopolitiche “culminate nel primo trimestre del 2026 con una nuova fiammata dei prezzi del gas sui mercati europei”, non ha superato la vulnerabilità “strutturale” agli shock esterni.
È il quadro delineato dal presidente di Arera, Nicola Dell’Acqua, che ha illustrato la Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta dall’Autorità.
“L’Italia resta un Paese manifatturiero che dipende in misura significativa da energia importata, e il differenziale dei prezzi dell’elettricità e del gas rispetto alla media europea continua a pesare sulla competitività delle imprese e sui bilanci delle famiglie. Ridurre questo divario non è solo un obiettivo regolatorio: è una condizione di equità sociale e di tenuta del sistema produttivo nazionale” – ha osservato Dell’Acqua -.
Nel settore elettrico si è registrata un’inversione di tendenza nel mix di produzione con le rinnovabili in calo dell’1,5%, e il termoelettrico che, tornato a crescere (+5,2%), traina la crescita della produzione complessiva (+2,4%).
Nel settore gas da segnalare i consumi in ripresa, che salgono del 2%.
In aumento anche l’import sostenuto dal raddoppio dei flussi provenienti dagli Usa e dall’incremento rilevante di gas in arrivo dal Nord (Norvegia e Olanda).
Il GNL, che rappresenta circa un terzo dell’import complessivo, è cresciuto del 44% in un anno.
In entrambi i settori, le famiglie nel mercato libero pagano di più rispetto a quelle nei servizi di tutela.
Anche nel 2025 il mercato libero presenta nuovamente valori di prezzo superiori al servizio di maggior tutela per tutte le classi di consumo e per i consumatori italiani il prezzo del gas è risultato del 7% superiore rispetto alla media dell’Area euro, con un differenziale di 0,90 eurocent/kWh.
Nel Paese il PUN medio 2025 “è stato di 115,9 euro al megawattora (+7% sul 2024), il più alto tra le principali borse europee. I prezzi italiani restano strutturalmente superiori a quelli di Francia (61,1 euro al megawattora) e Spagna (65,3 euro al megawattora), per la forte dipendenza dalla generazione a gas” – ha sottolineato Dell’Acqua -.
Occorre poi “accompagnare la progressiva decarbonizzazione del settore, promuovendo l’elettrificazione con flessibilità della offerta e anche della domanda, favorendo l’integrazione dei gas rinnovabili e dell’idrogeno – in un quadro regolatorio stabile che sappia gestire la transizione senza compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti”.
Sul fronte della tutela dei consumatori, l’ampio ricorso ai bonus sociali, che hanno raggiunto 4,3 milioni di famiglie, “testimonia quanto il sostegno economico resti centrale per molte famiglie italiane” – sottolinea Arera -.
Nel 2025 è stato garantito l’accesso alle procedure per il riconoscimento del bonus sociale ordinario ai nuclei sotto la soglia ISEE di 9.530 euro, a oltre 4 milioni di famiglie.
A questi si aggiungono 4,2 milioni di nuclei familiari con soglia ISEE superiore a 9.530 ma entro i 25.000 euro che invece hanno avuto accesso a un’agevolazione straordinaria per l’anno 2025.
È quanto emerge dalla Relazione Annuale dell’Arera.
Le agevolazioni sono state erogate a 4,3 milioni di famiglie, di cui 2,7 milioni per l’energia elettrica e 1,6 milioni per il gas.








