L’Occidente avrebbe dovuto ascoltare l’Ucraina, che «ha sempre guardato a ovest, vuole la Ue (non proprio la Nato, con cui non si mangia)». A dirlo Maria Grazia Enardu, docente di Storia relazioni internazionali. «Dal 2000, Vladimir Putin guida la Russia e vuol rimanere a vita (come Brezhnev?). Ha preso un paese umiliato e l’ha portato a sfidare l’occidente su un punto prioritario, non può avere un avamposto in Ucraina, perché la strada da Kiev a Mosca è breve».
«Se l’Ucraina “sfugge”, rischia di scatenare le forze centrifughe della Russia, che ha perso vari pezzi ma rimane troppo grande e multietnica. In Russia, territorio equivale a sicurezza, anche in tempo di missili ipersonici, c’è ancora nostalgia di quando mezza Europa era sotto controllo, e perdere territorio e influenza conduce al disordine. I russi, giovani e meno giovani, non amano Putin, però lo ritengono lo zar di turno: ha ridato orgoglio al vecchio orso, è baluardo contro l’anarchia, cioè separatismo, nuovi oligarchi, nuovi boiardi, il caos in un paese nucleare» prosegue Enardu sul magazine digitale Inpiù.net.
Putin contro l’Occidente
«Che non ha (e non avrà a breve) un sistema politico funzionante e una società civile, un’alternativa vera. Di sicuro i russi non vogliono la guerra con gli ucraini, sono troppo imparentati, ma solo loro possono fermare Putin. Lo ascoltano quando condanna la Nato che ha inglobato tutto, è nel Dna, ma una guerra col vicino significa morti (spesso figli unici), miseria per i poveri e ristrettezze per la classe media. La grottesca riunione dei pupazzi di Putin, in diretta tv, deve aver colpito tutti, e anche il suo strano discorso, una mummia venuta dal freddo».
«Lui ha imparato che la guerra funziona, Siria etc, quindi anche in Ucraina, e considera gli occidentali poco rispettosi verso lui, che è la Russia. Ha 70 anni, sa solo rilanciare, ma pur nel suo isolamento di ori rococò dovrebbe percepire le crepe del paese. Usare la politica estera per fini interni è trucco antico, non garantito. Ora è diventato un duello tra Putin e il rinato (e già litigioso) occidente, ma rimane in silenzio il soggetto più importante, i russi. Non scenderanno in piazza con cartelli, non presto, ma le immagini dei carrarmati risveglieranno memorie e paure, geleranno speranze di modesta normalità, nelle città e negli inscrutabili villaggi. Putin ha cambiato la costituzione, per rimanere al vertice fino al 2030 o 2036, vuole una Russia surgelata. Ma se il conflitto in Ucraina fa paura, ancora di più spaventa quel che accadrà quando Putin e la piazza russa, ora vuota e silenziosa, si misureranno», conclude Enardu.
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