Dai ministri del G7 “arriveremo con un documento che metterà sul tavolo l’urgenza di quattro temi concreti da affrontare subito. Il primo è l’intelligenza artificiale, che se ben gestita può aumentare la competitività. Il secondo sono le catene del valore; il terzo è il clima, noi diciamo sì alla transizione, ma con meno burocrazia e massima neutralità tecnologica. Infine la partecipazione al lavoro di donne e giovani perché servono nuove politiche di formazione e libera circolazione dei talenti nei Paesi del G7”.
Lo ha dichiarato al La Stampa l’ex leader di Confindustria Emma Marcegaglia, che mercoledì a Verona guiderà per Confindustria il B7 Italy 2024, il forum del mondo del business delle prime sette economie che precede il G7 di giovedì.
“Va trovato un nuovo equilibrio. La pandemia ha fatto saltare le catene del valore. Questi anni ci hanno insegnato che non si possono scegliere i fornitori, a partire dalle materie prime, solo seguendo il criterio della convenienza economica. Ma il protezionismo non è meno pericoloso: corriamo il rischio di chiuderci troppo. Non abbiamo un approccio naif: capiamo che, con uno scenario geopolitico come l’attuale, temi quali la sicurezza economica e lo screening degli investimenti esteri hanno rilevanza, ma ripeto, serve equilibrio, perché il protezionismo costa”, ha aggiunto Marcegaglia sottolineando che “se Trump vincesse e facesse quello che sta dichiarando, correremmo rischi significativi, un forte protezionismo, tensioni ancora maggiori con la Cina, l’idea di fare business solo con gli amici. Italia ed Europa sono esportatori, subirebbero i danni maggiori. Metteremo questo tema con forza all’attenzione del G7. Un mondo diviso in blocchi rischia di essere un mondo meno democratico”.
Nel Green Deal europeo è sbagliato “l’approccio burocratico-ideologico e la mancanza degli investimenti necessari. Finora Bruxelles ha imposto regole troppo rigide su emissioni e auto, ma così ha penalizzato le imprese. Che pure sono assolutamente a favore della transizione”, ha concluso Marcegaglia precisando che a queste due esigenze si risponde “in primis con la neutralità tecnologica: va bene qualunque tecnologia riduca le emissioni. E poi con risorse davvero ingenti. L’Ira di Biden ha attirato capitali e imprese negli Usa: le aziende vanno dove ci sono le condizioni migliori, dobbiamo attrezzarci o l’Europa perderà la leadership sulle tecnologie green”.








