In Italia bisogna assicurare “una protezione” a aziende come la ex Ilva di Taranto, o le industrie del Belpaese saranno costrette a comprare acciaio dalla Cina e, in ultima istanza, si rischia di deindustrializzare la Penisola e l’Europa.
È l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervistato nell’ultima giornata del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal gruppo Sole 24 Ore.
Orsini ha citato il caso di Fincantieri: “Ha un portafoglio ordini per 10 anni” e poi si ritrova ad avere problemi sull’approvvigionamento di materie prime come l’acciaio sul mercato interno.
Quindi, alla ex Ilva “serve dare una protezione se vogliamo industrializzare questo Paese. O saremo costretti a comprare acciaio dalla Cina”, o da Paesi simili “che hanno contratti e progetti di vendita avanti per 10 anni”.
“O noi cambiamo passo su alcune tipologie” di industria “o rischiamo di deindustrializzare l’Europa”.
Ma deindustrializzando “perdiamo lavoro, perdiamo benessere, perdiamo Pil e potenzialità di riuscire a mantenere il nostro stato sociale. A noi quello che preme – ha detto il numero uno di Confindustria – è anche mantenere il lavoro”.








