L’europarlamentare del Pd, Elisabetta Gualmini, è un po’ “infastidita” dalle parole del leader del M5S, Giuseppe Conte, che ha definito “un grave errore politico” il voto del Pd a sostegno della Commissione Von der Leyen 2 perché “non è progressismo”.
“È stato un segnale di responsabilità”, dice l’esponente Dem, partecipando agli Stati Generali della Ripartenza in corso a Bologna, organizzati dall’Osservatorio Riparte L’Italia.
“Non capisco il senso di non votare il governo dell’Unione Europea – prosegue Gualmini -, qui non parliamo di un voto di coscienza, di un voto che tocca le corde di ognuno di noi, ma di avviare o meno le attività della Commissione Europea“.
“Anche a noi sarebbe piaciuto avere la stessa maggioranza di luglio super progressista – precisa – ma bisogna fare i conti con la realtà. Ci vuole un po’ di pragmatismo anche in politica. Come socialisti europei abbiamo fatto un patto secondo il quale verrà confermato l’impegno sul green deal, sui diritti, sulla dimensione sociale.
L’allargamento della maggioranza ai conservatori europei è un fatto. Penso che quella di Fitto sia la migliore scelta che Meloni potesse fare: è un uomo europeo, mi auguro che il suo tasso di europeismo cresca ancora di più. Lo dice il professor Romano Prodi in un’intervista che non si ricorda nemmeno chi fossero i suoi vicepresidenti”.
Per Gualmini, infine, “con Trump che è allergico alla democrazia, pronto a metterci i dazi, aspettare ancora? Sono sei mesi che stiamo negoziando. La Commissione Europea deve partire e partire con forza”.








