“Una cosa ci tengo a dirla ed è l’unico motivo che mi fa rompere il riserbo che mi sono imposta in tutti questi mesi: non vado via sbattendo la porta.
Il tritacarne in cui sono finita in questi giorni mi impone di chiarire quanto è successo e soprattutto di sgomberare il campo da illazioni che fanno male non tanto a me quanto al Paese, soprattutto in un momento così delicato”.
Lo ha detto la direttrice del Dis, Elisabetta Belloni al Corriere della Sera commentando la scelta di dimettersi dal suo ruolo.
“Io sono un funzionario dello Stato, faccio il mio lavoro e non è obbligatorio piacere a tutti o andare d’accordo con tutti.
Purché questo non metta in discussione i risultati, come infatti non è avvenuto.
Però a maggio scade il mio mandato, quando ho avvertito che già cominciavano a circolare voci sul mio futuro e soprattutto sul mio successore ho ritenuto fosse arrivato il momento di lasciare.
E ne ho parlato con i miei interlocutori istituzionali, prima fra tutti la premier Giorgia Meloni e il sottosegretario Mantovano.
È con loro che, sin dagli inizi di dicembre, abbiamo tracciato la strada per una transizione tranquilla e senza scossoni”, ha aggiunto Belloni sottolineando che “io sono ancora in carica e non vengo certamente meno ai miei doveri.
Per questo mi fa ancora più male essere dipinta come una che scappa o addirittura che va via lasciandosi macerie alle spalle.
Non è così, non potrebbe mai essere così.
Non a caso era stata concordata un’uscita nel massimo della trasparenza.
Purtroppo è andata diversamente e per questo sento l’obbligo di chiarire come stanno davvero le cose”.
Quanto ad un possibile futuro nello staff della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, “sarebbe un onore ma anche su questo voglio essere chiara nel dire che non c’è nulla di deciso.
Al mio futuro comincerò a pensare il 16 gennaio”.








