“Certo, noi abbiamo disagi sulla rete ferroviaria. Non è che possiamo dire che non ci sono disagi sulla rete, siamo passati da 300 a 1.250 cantieri”.
Lo afferma il vice ministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, intervistato dal direttore dell’Adnkronos Davide Desario a Liguria d’Autore, la rassegna ideata e curata da Valentina Fontana e promossa da Vis Factor a Rapallo.
“Siamo passati a riaprire cantieri, come quello a Firenze”, dove Matteo Renzi “non ha detto niente quando è stato fermato il cantiere. Oggi se un treno si ferma nei sette chilometri intorno a Santa Maria Novella noi dividiamo il Paese in due, perché le scelte di allora della sinistra sono state: siccome c’era Renzi sindaco a Firenze, bisognava far passare la linea d’alta velocità sull’Appennino a Firenze e quindi collegare Bologna a Firenze e Roma e non fare ad esempio la dorsale adriatica, che era molto più pianeggiante e probabilmente si sarebbe potuta fare in maniera anche più veloce rispetto a quella linea lì”, secondo Rixi.
“Oggi ereditiamo questo con anche delle cose positive, perché quando si prende un’eredità ci sono i debiti e ci sono anche le cose positive, quello che stiamo facendo noi è cercare di chiudere le linee”, sottolinea il vice ministro.








