“Le imprese” dell’edilizia “si sono rafforzate anche grazie al Pnrr ma non si possono reggere queste crisi finanziarie: il rischio è di tornare in una situazione di sofferenza.
E sta già succedendo, perché assistiamo ad un rallentamento dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione”.
Lo ha sottolineato la presidente di Ance, Federica Brancaccio, nella conferenza stampa in occasione degli 80 anni dell’associazione.
“Tutto questo – ha aggiunto – con una chiusura di procedura di infrazione”.
Nel 2014 “si era aperta in Europa una procedura di infrazione per i tempi di pagamento da parte della Pa alle imprese” e da allora ad oggi “la situazione è decisamente migliorata, quindi evidentemente, oltre alla buona volontà, anche la ‘spada di Damocle’ della procedura di infrazione aveva avuto i suoi effetti”.
Poi, “ad aprile di quest’anno abbiamo saputo che l’Europa stava chiudendo questa procedura perché i dati ricevuti dall’Italia mostravano che le imprese vengono pagate a 25 giorni dalla produzione.
Non so se magari siamo un termometro non rappresentativo ma questi 25 giorni – ha chiosato Brancaccio – nessuno di noi li ha mai visti”.
Il rischio, quindi, è di “trovarci in una situazione che sarebbe un peccato, perché l’esperienza del Pnrr ha portato un bilancio positivo e il rafforzamento patrimoniale delle imprese potrebbe dare un bello slancio a paese.
Quindi l’idea di trovarci di nuovo nell’incertezza e nella paura non ci fa bene”.








