Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Ecco le contraddizioni economiche di Trump | L’analisi di Pietro Reichlin

Sulla Stampa Pietro Reichlin analizza la contraddizione di fondo della strategia economica di Donald Trump: nata come risposta politica al malcontento generato dalla globalizzazione e dallo “shock cinese”, essa si presenta come protezionista e isolazionista, ma nei fatti è intrecciata agli interessi del grande capitale americano.

Il movimento Maga ha raccolto il consenso di chi ha subito deindustrializzazione e stagnazione salariale, proponendo misure come i dazi per difendere l’economia nazionale.

Tuttavia, il presidente si muove in stretto rapporto con il big businessimprese tecnologiche, banche, fondi e multinazionali – che ha invece un interesse opposto: mantenere e rafforzare i legami con la Cina, mercato fondamentale sia come sbocco commerciale sia come nodo delle catene globali del valore.

La presenza a Pechino di una potente delegazione di imprenditori evidenzia questa tensione: le grandi aziende americane dipendono in misura significativa dal mercato cinese e puntano a riaprire spazi di cooperazione, mentre le politiche commerciali aggressive hanno già ridotto esportazioni e opportunità.

Il problema è che, nel frattempo, la Cina è diventata più autonoma e competitiva, rafforzando la propria posizione in settori strategici e acquisendo un vantaggio decisivo su risorse come le terre rare, mentre resta solo parzialmente indietro in ambiti ad alta tecnologia.

In questo contesto, la capacità negoziale americana appare indebolita: Pechino non ha urgenza di accordi e punta allo sviluppo interno, mentre l’approccio unilaterale di Trump, ostile agli alleati e al multilateralismo, riduce ulteriormente la pressione negoziale.

Ne deriva un esito incerto, in cui gli Stati Uniti rischiano di avere carte peggiori rispetto a Xi Jinping e di non riuscire a ottenere né l’apertura del mercato cinese né un riequilibrio della globalizzazione.

Per Reichlin, solo una strategia cooperativa tra democrazie avanzate potrebbe indurre la Cina a liberalizzare la propria economia e riportare il sistema globale verso un equilibrio più sostenibile e condiviso.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.