Cosa comporterebbe un allargamento dell’Unione Europea da 27 a 36 Paesi? Paolo Mieli esamina le implicazioni dell’ingresso di 9 nuovi Paesi entro il 2030, tra cui Ucraina, Georgia e Moldavia, ovvero Paesi costretti a “ospitare” truppe russe sul proprio territorio, come ricordato dall’Economist, e gli altri, quelli balcanici, che corrono rischi di destabilizzazione. Più o meno gravi. Ma pur sempre rischi. L’annuncio del prossimo allargamento è atteso al vertice Ue di Granada di domani e dopodomani. Mieli cita Sergio Fabbrini, che domenica scorsa sul Sole 24 Ore ha ben scritto che tale ampliamento «è destinato a creare più problemi che soluzioni», in quanto «si allargherebbe l’area di opacità relativa al rispetto dello stato di diritto».
Ma per l’Economist, sottolinea Mieli sul Corriere della Sera, si tratta dell’unico modo di condizionare quei Paesi a mettersi in regola fin d’ora con le nostre norme, costringendoci nello stesso a rendere quelle norme compatibili con l’“Europa a 36”. Cambiandole ovviamente, laddove devono essere cambiate. Dalla guerra sostiene l’Economist» a conclusione di un’analisi, a giudizio di Mieli, convincente «deve venir fuori un’Europa nuova. Un’Europa che abbia fatto tesoro degli insegnamenti dei diciannove mesi di conflitto. Il principale dei quali è che, così come è adesso, la Ue si trova ad essere ad un tempo troppo grande e troppo piccola per contare qualcosa. Rinunciare all’allargamento considerandolo di difficile realizzazione, darebbe prova di debolezza e di impotenza».
«Debolezza e impotenza che si pagherebbero anche su fronti apparentemente scollegati dalla guerra ucraina: economia, migranti, diritti civili. Quanto sarebbe grande questa Europa nuova? La ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock» sostenitrice accanita, dal 24 febbraio 2022, delle tesi dell’Economist «nel ribadire che il futuro di Kiev sarà in Europa ha specificato che «la nostra comunità di libertà si estenderà da Lisbona a Lugansk», la città più importante dell’omonimo oblast del Donbass. Secondo la ministra tedesca l’Ucraina deve infatti entrare nella Ue per intero. Compresa Lugansk che è da anni sotto il dominio russo. Le implicazioni sono evidenti.








