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Domenico Siniscalco (Repubblica): «Dalla pandemia sta emergendo un mondo più interconnesso. Nessun Paese può pensare di agire da solo in politica economica»

Su Repubblica, Domenico Siniscalco commenta le parole della Presidente Bce, Christine Lagarde, a proposito della necessaria accelerazione dei paesi sul Recovery Plan. «Il motivo principale riguarda probabilmente il coordinamento internazionale delle politiche economiche in un mondo sempre più interconnesso e interdipendente. Negli ultimi dodici mesi, il mondo è profondamente cambiato e alcuni elementi strutturali stanno mettendo in fuorigioco il pensiero politico degli ultimi anni. L’idea di fare da soli nella politica economica, fondando la ripresa su sovranismo e protezionismo si va mostrando del tutto inadeguata a gestire una pandemia diffusa dall’interdipendenza».

«Per paradosso, una pandemia che ha provocato risposte basate su varie forme di isolamento e distanziamento, ha generato legami sanitari, economici e finanziari nuovi e molto stretti tra Paesi. Da questi fenomeni, che gli economisti chiamano esternalità, sta emergendo infatti un mondo più interconnesso che a sua volta richiede nuove politiche economiche nel segno di un più forte coordinamento internazionale. Tra i nuovi legami non-monetari, la pandemia, i cambiamenti climatici e le migrazioni. Tra i nuovi fenomeni di natura monetaria i vaccini, la crescita dei debiti pubblici e privati, i nuovi flussi di commercio internazionale».

«Flussi nuovi e intensi, che stanno disegnando un nuovo sistema in cui nessun Paese può isolarsi e fare da solo. In questo nuovo clima politico, provocato da aspetti strutturali dell’economia post-Covid, appare dunque imperdonabile l’inadeguatezza e il ritardo di alcuni Paesi europei nel sottoporre a Bruxelles i piani nazionali. Ma l’uscita dalla crisi sanitaria e economica dipenderà dall’azione collettiva e coordinata dei vari Paesi, dal debito, alle vaccinazioni alla crescita. Per chiarezza, esistono molte aree dell’economia in cui la competizione rimane fondamentale. Tra queste l’innovazione tecnologica, le aziende, persino il fisco. E le imprese in questi mesi si sono riorganizzate. Ma in un quadro che deve restare competitivo serve un forte coordinamento macro. Fare da soli è stato un messaggio propagandistico, ma è un’illusione costosa e pericolosa».

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