La Russia vuole che l’Ucraina rimanga neutrale, «il Cremlino in 30 anni su questo punto non ha mai cambiato posizione», ma gli Stati Uniti hanno considerato la richiesta «irricevibile». A parlarne è Lamberto Dini, ex presidente del Consiglio, ministro degli Esteri dal 1996 al 2001 nei governi Prodi, D’Alema I e II, e Amato II, è un lucido osservatore di quello che sta accadendo tra Mosca e Kiev.
«Avevo sperato che la Russia si sarebbe astenuta dal lanciare l’invasione» dice. «È evidente che Putin ha fatto il passo più lungo della gamba, con gravi conseguenze per tutti. Ha sottovalutato la resistenza dell’Ucraina, contava anche su una divisione tra Paesi europei che invece non c’è stata. Anzi, l’Unione europea si è semmai cementata con l’applicazione di severissime sanzioni, che mineranno le attività economiche russe. Aspettiamoci però gravi conseguenze per l’Europa e per l’Italia».
Le richieste di Putin
«Non possiamo prevedere l’esito di questo conflitto insensato, e a quali condizioni Putin si fermerà. Già negli anni Novanta la Russia si era dichiarata fortemente contraria alla politica degli Stati Uniti di portare nella Nato anche l’Ucraina e la Georgia, ci vedeva la manifesta intenzione di circondarla, dal Baltico al Caucaso. Pensiamo proprio al conflitto del 2008 in Georgia, aperto dal presidente Saakashvili contro le spinte separatiste filo-russe di Abcasia e Ossezia».
«Il presidente georgiano aveva erroneamente pensato che gli Usa sarebbero intervenuti in sua difesa, ma così non è avvenuto, ed è stata la Russia a vincere quella guerra. Come ministro degli Esteri ho partecipato a numerosi incontri con i ministri Primakov e Ivanov, e il sottosegretario di Stato americano, Madeleine Albright, e posso affermare che il pensiero dei russi non è mai cambiato. Avere delle basi Nato lungo i 1.500 km del confine ucraino, per la Russia è sempre stato inaccettabile. Da qui nascono le richieste di Putin, che invece sono state ritenute irricevibili dagli Usa. Gli Stati Uniti non hanno mai dato spiegazioni sul perché considerassero inaccettabile un’Ucraina neutrale. Si sono limitati a dire che la questione non era all’ordine del giorno, ma per anni hanno continuato ad armare l’Ucraina. Ora si è scatenato un conflitto assurdo, ma mi domando se Stati Uniti ed Europa non se siano collettivamente responsabili insieme alla Russia».
L’Ucraina nell’UE
«Non si può pensare di far entrare l’Ucraina nell’Unione europea, senza che ci siano i presupposti validi per tutti gli altri Paesi. Kiev, per esempio, dovrebbe impegnarsi a rispettare i diritti umani, compresi quelli delle minoranze, considerato che in Ucraina c’è una forte presenza russa. Si tratta poi di un Paese che non ha il completo controllo del suo territorio, non ce l’aveva nemmeno prima del conflitto, come insegna il caso del Donbass. Ma se l’Ucraina rimanesse neutrale, non credo che la Russia si opporrebbe a un suo ingresso nell’Ue. Non l’ha fatto per la Finlandia, potrebbe accettarlo anche in questo caso. Purché Kiev non entri nella Nato. Il punto è solo quello».
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