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Luigi Di Maio (ministro Esteri): «Consapevoli di pagare un prezzo importante per la tutela di valori e principi comuni non negoziabili. Stop a incontri bilaterali con Mosca»

È fondamentale arrivare tra Russia e Ucraina a una «composizione pacifica» della crisi. Lo sottolinea dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, durante l’informativa in Senato. Le porte della Nato sono sempre aperte, ma i margini di dialogo si riducono di giorno in giorno. «Malgrado la gravità del momento e gli ultimi sviluppi cui stiamo assistendo in queste ore, vogliamo continuare a concentrarci su ogni iniziativa diplomatica che possa scongiurare una guerra. Una soluzione che riteniamo ancora possibile, anche se con margini che si riducono di giorno in giorno», ha proseguito il ministro sottolineando la ferma condanna dell’Italia alle ultime mosse della Russia, il riconoscimento del Donbass e l’invio delle truppe con “sedicenti” obiettivi di peacekeeping.

Il prezzo delle sanzioni per l’Italia

«Un gesto che rischia di esacerbare una situazione già molto tesa» ha precisato. «Ricordo che si stima una presenza russa lungo i confini con l’Ucraina tra 170 e 190 mila unità. In conferenza stampa Putin ha affermato di riconoscere le pretese di Donetsk e Lugansk sul territorio di tutto il Donbass, ben oltre la componente russofona presente nella regione e quindi includendo zone attualmente sotto il controllo delle forze armate ucraine, chiedendo per giunta il riconoscimento dell’annessione illegale della Crimea. Questo duplice sviluppo rischia di aprire la strada ad un’operazione militare su larga scala della Russia in Ucraina». Di Maio ha ribadito al ministro degli Esteri ucraino «il nostro convinto sostegno all’integrità territoriale e alla piena sovranità dell’Ucraina. L’Italia respinge il tentativo russo di ristabilire nel continente europeo sfere di influenza e sottolinea la validità del principio della porta aperta della Nato».

La situazione va affrontata però mantenendo un «giusto equilibrio tra le esigenze di deterrenza e fermezza e la disponibilità a un dialogo costruttivo e genuino», volto a disinnescare le tensioni. Per questo, pur sapendo che l’Italia rischia di pagare «un prezzo importante» per le sanzioni imposte alla Russia, «ulteriori misure restrittive potrebbero essere adottate in caso di altre azioni da parte russa». Le sanzioni, l’arma principale per il momento che Nato e Occidente stanno mettendo in campo per convincere Putin a desistere dal procedere, «per essere efficaci devono fungere da deterrente contro ulteriori azioni militari ed essere quindi sostenibili, proporzionate e graduali, e direttamente collegate a sviluppi concreti e oggettivi sul terreno».

I principi prima degli interessi economici

Di Maio ha citato le parole del premier, Mario Draghi, secondo cui «la via del dialogo resta essenziale». Anche, e soprattutto, per l’Italia che in questa crisi gioca un ruolo delicatissimo. «La posizione italiana nei confronti della Russia è anche volta a preservare un giusto equilibrio fra le esigenze di deterrenza e fermezza e la disponibilità a un dialogo costruttivo e genuino, volto a negoziare seriamente temi di comune interesse, per disinnescare le tensioni» ha continuato il titolare della Farnesina. «Sappiamo che i nostri imprenditori, dal 2014 ad oggi, hanno sofferto pesanti perdite come conseguenza delle sanzioni e lavoreremo per contenere il più possibile l’impatto sui nostri interessi strategici ed economici». Ma gli interessi economici non possono prevalere sui principi.

«Consapevoli di pagare un prezzo importante per la tutela di valori e principi comuni non negoziabili» ha continuato «siamo anche consci del valore deterrente delle misure restrittive volto a impedire che la Russia alimenti ulteriormente la tensione sul terreno. Ciò comporterebbe un prezzo ancora più alto per tutti gli attori in gioco». Ha spiegato il ministro, c’è stato un coordinamento con il premier «circa i prossimi passi da compiere per favorire una soluzione diplomatica. Siamo impegnati al massimo nei canali multilaterali di dialogo. Riteniamo tuttavia che non possano esserci nuovi incontri bilaterali con i vertici russi finché non ci saranno segnali di allentamento della tensione, linea adottata nelle ultime ore anche dai nostri alleati e partner europei». Nel pomeriggio Di Maio farà un’informativa sulla crisi ucraina alla Camera.

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