Il numero, reso noto dai sindacati, non è confermato ma Deutsche Post potrebbe licenziare fino a 2.200 lavoratori della catena di fornitura Dhl, impiegati negli stabilimenti di Jaguar Land Rover in Regno Unito. A lanciare l’allarme è la sigla sindacale britannica ‘Unite’, precisando che il possibile taglio dei posti di lavoro interesserebbe il 40% dei dipendenti di Dhl, che lavora per la rete di logistica della casa automobilistica britannica. Secondo Unite, Deutsche Post avrebbe citato il calo della produzione di auto, derivante dalla crisi del coronavirus, e i risparmi di efficienze come ragioni per le possibili perdite di posti di lavoro. L’amministratore delegato della società, Frank Appel, non ha fatto cenno ai tagli, ma ha ammesso che la situazione di Jaguar Land Rover è”tesa”. Come contractor di JLR, Dhl “ha subito un duro colpo”, ma al momento “non siamo ancora in grado di valutare la portata dell’impatto e avvieremo dei colloqui con i rappresentanti dei lavoratori”, ha riferito Appel. Jaguar Land Rover è di proprietà della società indiana Tata Motors, che il mese scorso ha chiuso il trimestre compreso tra gennaio e marzo in perdita, in scia all’impatto della pandemia di Covid-19. Il Ceo ha aggiunto che l’entità dei licenziamenti al momento “non è ancora del tutto chiara”, ma ha precisato che la società cercherà di salvare il maggior numero possibile di posti di lavoro. Secondo Unite, a essere maggiormente a rischio sono i lavoratori a contratto in tutti gli stabilimenti JLR nel nord-ovest dell’Inghilterra e nelle West Midlands, che includono gli impianti a Castle Bromwich, Ellesmere Port, Halewood, Hams Hall, Midpoint, Solihull e Tyrefort.








