Sarà un inverno difficile. L’aumento delle bollette e la speculazione che lo alimenta, fa presagire una stagione dura per famiglie e imprese. Ma i “signori” dell’energia sanno che «l’inverno più duro sarà quello del 2023/2024» se il Governo non metterà in sicurezza il sistema potenziando le infrastrutture. Ma la chiamata è a tutti gli attori del sistema, Snam compresa. Il piano è già pronto, bisogna solo realizzarlo, e poggia su tre pilasti: gas, rigassificatori e capacità di stoccaggio.
Ora il prezzo scende perché «Il sistema (energetico, ndr) si sta adattando» tra riduzione dei consumi e più efficienze spiega in parole semplici l’ad di Eni Claudio Descalzi, un calo stagionale e un cambio del mix energetico. Ma «non abbiamo una produzione nazionale, abbiamo 1/3 dei rigassificatori che ci servono e dobbiamo aumentare la capacità di stoccaggio», spiega Descalzi ricordando che Eni non può fare tutto da sola.
A Livorno, dove dovrebbe arrivare uno dei due rigassificatori galleggianti, le posizioni dei contrari non si sono ammorbidite. I comitati ribadiscono che il loro no è rimasto immutato. Anche il sindaco Francesco Ferrari, pur sostenendo che aver evitato l’offshore è una vittoria, continua a dirsi contro l’ipotesi di ospitare la nave nel porto. Per stare tranquilli invece, secondo Descalzi, l’energia «deve essere sovrabbondante sia di materie prime che di infrastrutture», è questa la sfida a cui bisogna prepararsi.
«Sul gas abbiamo lavorato e lo abbiamo portato da fuori», se prima si dipendeva per il 50% dal gas russo ora rappresenta il 9% delle importazioni, l’Algeria ha aumentato di tre volte il suo peso, e sono cresciute anche Norvegia e Usa. Ma «dobbiamo avere il rigassificatore al massimo per fine maggio per poter riempire gli stoccaggi» e anche qui «5 milioni non sono sufficienti ma è almeno qualcosa». È lucido sulla strada da seguire: «dobbiamo aumentare la capacità e in Italia abbiamo la possibilità di farlo; ci sono già progetti (il riferimento è a quelli dell’Adriatico e non solo, ndr), si possono prendere campi esauriti o che hanno ancora gas e si può fare anche velocemente ma è competenza di Snam, io dico solo quello che mi servirebbe: avere più stoccaggi».
Solo così «possiamo continuare la nostra trasformazione (green, ndr) verso una nuova forma di energia riuscendo però a vivere anche il presente» conclude a margine dell’evento Semi2022 a Bergamo, capitale della cultura 2023. Intanto la speculazione «uccide le nostre imprese» grida allarmata la Federazione italiana dei Pubblici esercizi e il suo presidente Lino Enrico Stoppani lancia un appello alla premier in pectore, Giorgia Meloni. «I mesi invernali stanno per travolgere famiglie e imprese, con bollette moltiplicate fino a 5 volte rispetto all’anno precedente. Come primo provvedimento di questa legislatura chiediamo il rafforzamento e prolungamento del cosiddetto credito d’imposta energetico introdotto con il Decreto Aiuti-Ter» che la Fipe definisce necessaria ma non sufficiente.








