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Federico Cafiero de Raho (magistrato e deputato M5S): «Il reddito di cittadinanza non si può sospendere, i poveri aumentano»

Nel primo intervento parlamentare da Federico Cafiero de Raho, già procuratore nazionale antimafia, oggi deputato del Movimento 5 stelle, ha parlato di uguaglianza, contrasto alla povertà, diritto di asilo, lotta alla mafia, giustizia. Temi fra loro legati, ha spiegato prendendo la parola nel dibattito sul discorso di insediamento della premier Giorgia Meloni, ricordando l’urgenza di un intervento contro il caro energia per salvare imprese e famiglie: «La soluzione di questa emergenza non può avere alcuna ricaduta sulle provvidenze in favore dei poveri e degli indigenti. I poveri stanno continuando ad aumentare», ha sottolineato, ed «è nella povertà che le organizzazioni criminali reclutano agevolmente la manovalanza. Le misure attuali come il reddito di cittadinanza sono state adottate per contrastare la povertà e dove ve ne siano le condizioni avviare al lavoro e queste misure non possono essere sospese».

L’esponente stellato ha chiesto di combattere «per l’uguaglianza» invocando una «battaglia contro tutte le discriminazioni» di genere e di orientamento sessuale: occorre, ha sostenuto, «accogliere con naturalezza coloro che si sentono o sono diversi, è questa la cultura dell’uguaglianza» mentre «ancora si registrano gravi esempi di intolleranza. Anche quando parliamo di straniero, di immigrato, stiamo attenti: non solo l’articolo 3 della Costituzione parla di uguaglianza ma l’articolo 10 riconosce diritto di asilo allo straniero che è impedito nel proprio paese nell’effettivo esercizio dele libertà democratiche garantito dalla nostra Costituzione».

Il governo che chiede la fiducia «rappresenta la politica che vorrebbe risolvere l’immigrazione sul nascere, c’è chi ha parlato di blocco navale. Altro è» ha sostenuto Cafiero de Raho «il contrasto alla tratta degli esseri umani, quella sì va contrastata, altro un blocco del flusso migratorio di chi fugge dai paesi senza diritti: costoro devono avere diritto di asilo, lo dice la Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo». Il neodeputato ha toccato anche i temi che riguardano la sua esperienza da magistrato, a partire dalla velocizzazione dei processi: «La tutela dei diritti richiede un intervento importante sulla giustizia. Ben venga» ha detto «la depenalizzazione di alcune figure di reato che possono essere punite con una sanzione amministrativa, ma il problema va risolto con l’aumento degli organici».

Cafiero de Raho ha lanciato l’allarme sulle intenzioni di riforma annunciate da qualche esponente della maggioranza: «Non condividiamo» ha sottolineato «la separazione delle carriere (dei magistrati, ndr), un modo per scardinare i pm dall’ordine giudiziario che assegna anche a loro la cultura della giurisdizione, significa osservare la stessa etica, la stessa correttezza, significa essere imparziali, trasparenti coerenti corretti». Quanto alla mafia, occorre, ha osservato Cafiero de Raho, «guardare con attenzione agli investimenti mafiosi, mettere su una struttura per controllare l’utilizzo dei fondi del Pnrr».

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