Le sanzioni contro la Russia sono “durissime. Una versione nucleare delle ordinarie misure finanziarie. La banca centrale russa ha 650 miliardi di riserve ma, di queste, 400 sono in Germania. Bloccate. Vuol dire che non possono fermare la caduta del rublo, precipitato da 70 a 110 col dollaro. In altre parole, il russo medio s’è visto bruciare il 40% del potere di acquisto di beni globali in una settimana. Mai visto”.
Lo ha detto alla Stampa il fondatore di Algebris, Davide Serra, aggiungendo che, “se 110 milioni di persone perdono quasi metà della ricchezza mangiano e comprano meno. come una tassa. La tassa Kiev. La Russia non produce nulla a parte petrolio e gas. Non esiste manifattura domestica di beni di consumo. Oltretutto -ha proseguito- i russi ricordano bene quando fallirono nel 1998, e così hanno chiuso i mercati dei capitali. vietato comprare dollari e li puoi rivendere solo allo Stato. Non c’è più conversione. Sei fregato. una tassa sulla ricchezza del 40%”.
Serra ha spiegato di aver visto Putin a un forum, “una volta. E dodici anni fa, dopo trenta viaggi in Russia, ho deciso che non avrei più investito nel Paese. Ho capito che era l’impero del Male. Putin è uno che pensa che una persona si possa solo comprare o sottomettere”. Con le sanzioni perdono pure gli oligarchi, ha sottolineato il fondatore di Algebris, “è su di loro che Putin si è sempre appoggiato. Alcuni sono veri gangster che hanno rubato asset pubblici e anche ucciso. Hanno ottenuto il potere a condizione che obbedissero al presidente. Chi si lamenta o si oppone viene fatto fuori, metaforicamente e no, come capitato a Khodorkovsky o Litvinenko”.
“Il giorno che hanno fatto fuori Litvinenko ero nel sushi bar in cui era andato a mangiare. Mi ha chiamato il MI5 per farmi il test del polonio. Tutto bene, fortunatamente. Ma questa è Londongrad. qui che gli oligarchi alimentano il loro potere di corruzione e riciclaggio”. La guerra blocca tutto.
“Il tema chiaro è il risentimento germogliato perché il Kgb ha perso la sua guerra nel 1989 allo sgretolamento dell’Unione sovietica. Putin vuole vendicare l’Urss. Per questo ha finanziato, o cercato di finanziare, le forze che potevano indebolire l’Europa. Dalla Le Pen ai NoVax. Poi è andato in panico perché, dopo che l’Ucraina ha cacciato i corrotti russi, lo stesso stava accadendo in Bielorussia e in Kazakhistan. Li stava perdendo. E allora ha attaccato Kiev”. Questa la causa dell’attacco, “non c’è dubbio. Temeva che la democrazia gli arrivasse in casa”.
Gli oligarchi “staranno zitti. Hanno paura di essere presi e torturati da Putin. Cosa che lui fa regolarmente”. Nessun ribelle, “zero. Preferiscono vivere”. Da questo conflitto, la Cina “ha solo da guadagnare. Putin diventa un paria del mondo e gli oligarchi perdono il 60-70% del patrimonio. sparita la rete con cui lo Zar comprava la gente per minare la democrazia”.
Pechino prenderà le materie prime di Mosca, “l’unico valore aggiunto russo. Si attaccherà al bocchettone e comprerà gas e petrolio scontati”. In Italia “dobbiamo staccarci dal bocchettone. necessario investire 80 miliardi in fonti rinnovabili e costruire due rigassificatori. A quel punto siamo indipendenti e la Russia chiude”. Draghi ha ricordato che abbiamo fatto poco per l’energia verde ed è esplosa la polemica.
“L’Italia ha fatto tanto quando c’erano sussidi, perché nessuno rischiava nulla. Poi sono arrivati i veti del “Titolo V” e abbiamo realizzato il 90% in meno rispetto agli obiettivi. un caso esemplare. Roma approva le leggi, gli enti locali le bloccano. Come Emiliano e i cinque stelle hanno fatto col il gasdotto Tap”.
Putin sta per prendere Kiev, ma “non vincerà mai in Ucraina. Lo dice la Storia. Negli ultimi cento anni un ucraino su tre è morto di fame per colpa di Stalin e per combattere Hitler. Diversamente da quasi tutti i Paesi europei, l’Ucraina troverà gente pronta a morire per la Patria. Basta che sia uno su quattro, ed ecco dieci milioni di soldati. Se saranno armati, i russi non li vinceranno mai. Con i giusti mezzi, sarà un Vietnam alla decima potenza”.
Nel frattempo lo Zar farà bancarotta, “presto il suo unico asset, gli idrocarburi, non varranno nulla. Li venderà a Cina e Corea del Nord a basso prezzo. Putin sta distruggendo la Russia, l’ha già distrutta. Ora tutti sanno che è un pazzo”.
Questa settimana si riunisce la Bce. Sui tassi d’interesse “avrebbero dovuto agire lo scorso anno e dire che il Quantitative easing sarebbe stato interrotto. Adesso c’è uno choc esterno e per il momento non farà nulla. Entro fine anno dovrà, però, interrompere gli acquisti di titoli. Fra fine 2022 e inizio 2023 potranno aumentare i tassi. Ma sino a un massimo dello 0,5%”, ha concluso Serra.








