“I numeri più che incoraggianti sull’economia sono una conferma della bontà del metodo di governo Draghi”.
Lo sostiene Daniele Manca, vice direttore Corriere della Sera, commentando i numero della Nota di Aggiornamento del Def: “se questo è il quadro, è stato reso una volta di più chiaro dal premier che lo scopo del governo, pena la sua decadenza, è di essere efficace”.
Una sottolineatura di non poco conto. Indirizzata sicuramente ai cittadini, a famiglie e imprese.
Ma soprattutto – scrive Manca – a una politica distratta dal voto di questo weekend.
Una politica in cerca di identità e per questo a volte preda di slogan più che di reali obiettivi.
Cosa che non può e non deve essere scaricata sull’azione dell’esecutivo.
“Purtroppo siamo un Paese abituato a misurare l’azione di governo non sulla sua effettiva capacità di amministrare la cosa pubblica, quanto sull’aderenza o meno alle politiche dei partiti che lo hanno formato”.
“La forza e la mancanza di retorica con la quale Draghi ha sostenuto che la decisione di non esaminare in consiglio dei ministri la delega Fiscale non fosse dovuta alle pressioni dei partiti è stato l’esempio del percorso intrapreso da Palazzo Chigi”.
Percorso che prevede confini precisi.
La riforma del Fisco, una delle scelte più delicate per un Paese (si sta parlando di redistribuire il reddito, la ricchezza creata da famiglie e imprese), può camminare se si evitano confusioni tra l’interesse generale e gli interessi particolari che la ostacolano.
La delega fiscale rappresenta il quadro di riferimento per una eventuale riforma.
“Ma sarà nei decreti delegati che si esplicherà concretamente la capacità di combinare gli obiettivi di governo con quelli della politica, dei partiti che ne formano la maggioranza, attraverso il Parlamento. Non è un caso – prosegue Manca – che sulla riforma del catasto Draghi abbia voluto ribadire due principi. Due indicazioni nette: la prima casa non sarà interessata dalla misura, nessuno pagherà di più nessuno pagherà di meno”. “Ma è innegabile che sia necessaria quella che è stata chiamata un’operazione trasparenza. Una riforma del catasto che faccia emergere le case fantasma. Come pure stabilire i criteri delle rendite, oggi abbastanza incomprensibili. Si tratterà di un’operazione che richiederà anni. E non lo spazio di una polemica del giorno per giorno”.








