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Daniele Franco (ministro dell’Economia): «Torneremo ai livelli prepandemia entro il terzo trimestre 2022»

«Le stime interne indicano una crescita congiunturale prossima al 2% nel secondo trimestre, oggi un recupero del Pil pari o superiore al 5% appare raggiungibile». Così il ministro dell’Economia, Daniele Franco, si è espresso nel corso dell’assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana. Il ministro ha spiegato che «i consumi potrebbero dare una spinta importante alla crescita a partire dal terzo trimestre» e che «prima della crisi pandemica la crescita potenziale era stimata allo 0,6% l’anno».

«Con il completamento degli investimenti e riforme previsti dal piano» secondo Franco, la crescita «potrebbe salire all’1,4%». Il ministro ha aggiunto che l’Italia dovrebbe recuperare i livelli di attività pre-pandemia «entro il terzo trimestre 2022». Così facendo la quota di debito detenuta dalle imprese vulnerabili, sulla base delle previsioni macroeconomiche dello scorso aprile, entro fine 2021 scenderebbe sui livelli registrati prima della pandemia. Franco ha ricordato che «le imprese escono dalla pandemia con una struttura finanziaria più fragile» e che, nonostante le misure sostegno tese a evitare situazioni temporanee di illiquidità, l’indebitamento delle imprese «è aumentato significativamente»: i debiti finanziari delle imprese rispetto al Pil, scesi dall’81% della precedente crisi al 69% del 2019, «sono aumentati di oltre otto punti al 77% lo scorso anno, anche se ha inciso l’andamento del denominatore».

Tuttavia «buona parte dei crediti del 2020 era detenuta da imprese in attività liquide». In questo scenario il governo monitorerà con attenzione l’evoluzione della situazione finanziaria di imprese e famiglie, e se necessario varerà correzioni e nuovi interventi durante la fase di “phasing out” degli aiuti. «Valuteremo con attenzione l’evolvere della situazione ed l’efficacia delle misure adottate, integrandole e potenziandole ove necessario», così come per le famiglie, «continueremo a seguire la capacità di far fronte agli impegni finanziari durante la fase di ritiro graduale delle misure, e a sostenerla se si renderà necessario».

«Il Pnrr rappresenta un’occasione molto importante per l’impulso che saprà dare alla crescita e alla capacità del Paese di affrontare con successo la fase di riallocazione dei consumi e della produzione. Non deve però essere considerato la panacea per tutti i ritardi della nostra economia, piuttosto va pensato come una componente di una più ampia strategia di politica economica volta a rendere il paese più dinamico e inclusivo. Serve uno sforzo corale», conclude il numero uno del Mef.

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