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Dallo shock energetico si rischia un possibile calo di 0,4 di punti Pil nel 2026 | Lo scenario di Johannes Gareis, economista della Bce

La guerra in Medio Oriente ha portato a un forte aumento dei prezzi del petrolio e probabilmente peserà in modo significativo sull’attività economica dell’area euro”.

Inizia così l’analisi pubblicata sul sito della Bce che valuta l’impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio provocato dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Secondo lo studio, firmato dall’economista Bce Johannes Gareis, “utilizzando la curva attuale dei futures sul petrolio e assumendo che gli shock geopolitici dell’offerta di petrolio spieghino la maggior parte delle variazioni implicite nei prezzi del petrolio nel 2026, si stima che la guerra in Medio Oriente ridurrà la crescita reale del Pil dell’area euro di circa 0,4 punti percentuali nel primo anno”.

E ancora: “A differenza degli altri episodi, l’impatto probabilmente aumenterà gradualmente nel corso dell’anno.

Ciò riflette l’ulteriore aumento sostanziale dei prezzi del petrolio previsto nel secondo trimestre del 2026 e il percorso più persistente implicito dalla curva dei futures”.

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