Nell’editoriale pubblicato su La Stampa, Stefano Stefanini sostiene che il G7 di Evian, inizialmente a rischio di divisioni per la crisi iraniana, si è invece trasformato in un momento di riavvicinamento tra gli Stati Uniti di Donald Trump e gli alleati occidentali.
Al centro del vertice c’è stato il nuovo accordo tra Washington e Teheran, sul quale Trump ha ottenuto un sostanziale sostegno internazionale, pur in presenza di molte incognite sui contenuti e sulla sua effettiva tenuta.
I partner del G7 hanno evitato di contestarlo apertamente, preferendo appoggiare il tentativo di stabilizzazione della regione.
Non solo.
Secondo Stefanini, il vertice ha segnato anche un parziale riavvicinamento tra americani ed europei sul dossier ucraino.
Trump continua a mantenere una posizione ambigua nei confronti della Russia, ma ha adottato toni meno critici verso Volodymyr Zelenskyy e ha accettato una dichiarazione comune del G7 a sostegno di Kiev.
Fra spaccatura e ricompattamento, quindi, l’ago della bilancia pende verso il secondo.
A questo punto il prossimo appuntamento decisivo – conclude Stefanini – sarà il vertice Nato di Ankara il 7 e 8 luglio.








