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Cresce il rischio default per le aziende europee nel 2027, è previsto un tasso in salita al 3,75% entro il prossimo marzo | Lo scenario di S&P Global

Il tasso di default europeo delle società speculative-grade (con rating creditizio basso,) salirà al 3.75% entro marzo 2027, rispetto al 3.3% registrato a marzo 2026.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto di S&P Global, secondo cui i flussi energetici interrotti, l’indebolimento delle prospettive economiche e il peggioramento del sentiment di mercato, causati dalla guerra in Medio Oriente, spingeranno al rialzo le insolvenze sul continente.

I soggetti più a rischio sono le aziende con limitato potere di determinazione dei prezzi, alto indebitamento e forte sensibilità al calo della domanda dei consumatori.

I comparti chimico e delle linee aeree avvertiranno gli effetti più diretti entro sei mesi.

Nel primo trimestre del 2026, il numero dei cosiddetti “weakest links” (emittenti con rating pari o inferiore a ‘B-‘ e prospettive negative) è salito a 48 unità in Europa, superando la media decennale di 40.

Le emissioni di obbligazioni speculative-grade e di prestiti con leva hanno frenato a marzo a causa della vulnerabilità dell’Europa dal settore energetico mediorientale, ma hanno recuperato ad aprile portando il totale da inizio anno a 103.8 miliardi di euro.

Sebbene le scadenze rimangano gestibili nel breve termine, le esigenze di rifinanziamento aumenteranno fino a un picco di 191 miliardi di euro di debito nominale nel 2028.

Nello scenario più pessimistico di una prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, il greggio Brent potrebbe raggiungere una media di circa 200 dollari al barile, spingendo il tasso di default fino al 5% e aumentando la probabilità di una recessione.

Al contrario, lo scenario ottimistico legato a una rapida risoluzione del conflitto vedrebbe il tasso scendere al 2.25%.

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