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Conti pubblici: in uno scenario meno favorevole, il debito aumenterebbe fino al 140% nel 2026 | Lo scenario dell’Ufficio parlamentare di bilancio

“In considerazione dell’elevata volatilità del quadro geopolitico attuale” si considera uno scenario “meno favorevole”, in cui il “clima di incertezza” mantiene “elevati i prezzi dei beni energetici fino alla primavera del 2027” anche in assenza di conflitto in Medio Oriente.

Il rapporto tra il debito e il pil in Italia “aumenterebbe fino a circa il 140% nel 2026.

È quanto si legge nella memoria depositata dall’Upb nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, in occasione dell’audizione sul Dfp.

Lo scenario meno favorevole, spiega l’Ufficio parlamentare di bilancio, “assume uno shock sui prezzi dei beni energetici più prolungato ma comunque temporaneo senza ipotizzare reazioni della politica monetaria e di bilancio.

Gli effetti dello shock verrebbero riassorbiti entro il 2029 quando il quadro macroeconomico converge allo scenario Upb di riferimento”.

Nella fase iniziale, spiega l’ufficio, la minore crescita attesa “determinerebbe una riduzione dei livelli del pil rispetto allo scenario Upb e una contrazione dell’avanzo primario di circa 0,3 punti percentuali di pil, contribuendo al significativo aumento del rapporto tra debito e pil.

Negli anni successivi, il rapporto tra il debito e il pil si collocherebbe su una traiettoria più marcatamente discendente, sostenuta dalla dinamica più favorevole del pil nominale a sua volta alimentata dall’aumento della crescita del deflatore del pil.

Nel biennio 2028-29, la riduzione del rapporto proseguirebbe anche per effetto dell’ipotesi di riassorbimento dello shock e della graduale convergenza verso il quadro dello scenario Upb di riferimento.

A fine periodo, il debito in rapporto al pil si attesterebbe su valori prossimi alla previsione del Dfp”.

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