Il vicepresidente di Confindustria Maurizio Stirpe è intervenuto all’assemblea della Piccola Industria di Unindustria, l’Unione degli industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina. “Noi non abbasseremo la testa – ha detto – in questo momento vogliamo il rispetto dei diritti delle imprese. Vogliamo affrontare i nodi che il coronavirus ha accelerato in modo drammatico. Nessuno vuole sfuggire alle responsabilità, ma il mondo delle imprese non rimarrà con il cerino in mano”.
Stirpe ha poi continuato. “Il problema delle risorse va affrontato attraverso gli indennizzi e non con i prestiti. C’è un buco che va sanato. A questa nazionalizzazione fatta da questi soggetti che ci governano ci credo relativamente, perché non hanno competenza né conoscenza per dirigere un sistema imprenditoriale. Una nazionalizzazione – ha aggiunto – che avrebbe come effetto finale la distruzione del tessuto imprenditoriale italiano”.
Sul Decreto di maggio Stirpe ha detto la sua. “Il fil rouge dei provvedimenti contenuti nel decreto liquidità e quelli che dovranno essere varati a maggio è sempre lo stesso: si tende sempre più a pensare che lo Stato sia la panacea per la risoluzione di tutti i problemi, pochi dimenticano che, ad esempio, le condizioni del sistema sanitario italiano sono state determinate proprio dalla politica scellerata dello Stato quando ha sperperato in lungo e largo le risorse, quando ha affossato la classe medica che oggi definisce una classe di eroi”.








