Le principali novità fiscali per le società di capitali del 2025 hanno portato a una riduzione del prelievo sui redditi delle società (Ires) del 3,3% e a regime porteranno l’aliquota effettiva mediana dal 23,8% al 21,6%.
Considerando anche l’Irap, l’aliquota effettiva mediana raggiunge il 25,8%. È quanto stima l’Istat valutando l’impatto di tre misure in particolare: la riduzione dell’aliquota per le imprese che reinvestono in innovazione digitale e transizione (la cosiddetta Ires premiale), il ridimensionamento del piano di Transizione 4.0, e, in presenza di nuove assunzioni, la proroga della maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione.
La riduzione dell’aliquota è maggiore – sottolinea l’Istat – per le imprese con fatturato tra 500mila e 10 milioni di euro, per quelle che operano nel settore industriale, e per le imprese ‘fragili’ sotto il profilo economico e finanziario.
Tra gli interventi fiscali del 2025, la proroga della deduzione del costo del lavoro per incremento occupazionale è quello che interessa più imprese, il 15,5%, mentre la revisione del piano di Transizione 4.0 ne riguarda il 5,3% e l’Ires premiale “ha un impatto molto limitato: la percentuale dei beneficiari è dell’1,4%”, si legge nel testo.
La quota di imprese interessate dalla deduzione del costo del lavoro per incremento occupazionale è più elevata nella manifattura (21,7%) e nelle costruzioni (19,5%) e aumenta al crescere della dimensione aziendale: fino a una su tre per le imprese con fatturato superiore a 2 milioni di euro. È più elevata, inoltre, tra le imprese con sede nel Mezzogiorno (17,5% del totale delle imprese nell’area), tra le imprese esportatrici e tra quelle che risultano ‘in salute’ o ‘fragili’.
La deduzione per incremento occupazionale comporta per i beneficiari una diminuzione dell’aliquota effettiva Ires di oltre nove punti percentuali, fino al 14,7%. E la proroga di questa deduzione conferma il taglio di 0,9 punti percentuali del cuneo sul lavoro per il triennio 2025-2027.
Le imprese che usufruiscono dell’Ires premiale ottengono, invece, una riduzione dell’aliquota effettiva di 1,7 punti percentuali, dal 18,5% al 16,8%. Il risparmio fiscale generato dall’aliquota Ires ridotta è, in media, per i contribuenti beneficiari dell’agevolazione, pari al 5,8% dell’ammontare degli investimenti realizzati per innovazione digitale e transizione ecologica. Valori più elevati si riscontrano nelle imprese di costruzioni e commercio con almeno 10 milioni di euro di fatturato, nonché nelle imprese “in salute”.








