Se il prezzo del petrolio raggiungerà i 150 dollari al barile, si innescherà una recessione globale.
Lo ha dichiarato alla Bbc Larry Fink, il capo del colosso finanziario statunitense BlackRock.
L’uomo a capo della più grande società di gestione patrimoniale al mondo, ha affermato che se l’Iran “rimarrà una minaccia” e i prezzi del petrolio resteranno elevati, ciò avrà “profonde implicazioni” per l’economia mondiale.
Per Fink è troppo presto per determinare la portata e l’esito finali del conflitto, ma ritiene che si possano disegnare due scenari.
Nel primo se il conflitto si risolvesse e l’Iran tornasse ad essere un paese accettato dalla comunità internazionale, il prezzo del petrolio potrebbe scendere al di sotto dei livelli prebellici.
Nel secondo, invece, potrebbero esserci “anni con il petrolio al di sopra dei 100 dollari, più vicino ai 150, il che avrebbe profonde implicazioni per l’economia” e il risultato di “una recessione probabilmente netta e ripida”.








