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Commercio estero: ad aprile si registra surplus dell’area euro a 16 miliardi, negli ultimi 12 mesi è in calo a 269 miliardi | La nota della Bce

Il saldo delle partite correnti dell’area euro ha registrato un surplus di 16 miliardi di euro nell’aprile 2026, in aumento rispetto ai 15 miliardi di euro del mese precedente.

Il surplus delle partite correnti è ammontato a 269 miliardi di euro (1,7% del pil dell’area euro) nei 12 mesi fino ad aprile 2026, in calo rispetto ai 351 miliardi di euro (2,3%) dell’anno precedente.

Lo comunica la Bce con comunicato stampa ‘Bilancia dei pagamenti mensile dell’area euro: aprile 2026’.

Nell’aprile 2026, lo stock di attività di riserva dell’Eurosistema è diminuito a 1.888 miliardi di euro, rispetto ai 1.908,1 miliardi di euro del mese precedente.

Tale diminuzione è stata determinata principalmente da variazioni negative dei prezzi (12 miliardi di euro), dovute al calo del prezzo dell’oro e, in misura minore, da variazioni negative dei tassi di cambio (5 miliardi di euro) e da vendite nette di attività (3 miliardi di euro)”.

Nel conto finanziario, nei 12 mesi fino ad aprile 2026, gli acquisti netti di titoli di investimento di portafoglio non emessi nell’area dell’euro da parte di residenti nell’area dell’euro sono ammontati a 794 miliardi di euro, mentre gli acquisti netti di titoli di investimento di portafoglio emessi nell’area dell’euro da parte di non residenti sono ammontati a 1.040 miliardi di euro.

I surplus di aprile sono stati registrati per beni (17 miliardi di euro) e servizi (15 miliardi di euro).

Questi sono stati parzialmente compensati da deficit per redditi secondari (16 miliardi di euro) e redditi primari (1 miliardo di euro).

Nei 12 mesi fino ad aprile 2026 si è registrata una diminuzione “spiegata da tutte le componenti, tra cui una riduzione del surplus per i beni (in calo da 354 miliardi di euro a 317 miliardi di euro), un passaggio da un surplus (12 miliardi di euro) a un deficit (19 miliardi di euro) per i redditi primari, un deficit maggiore per i redditi secondari (in aumento da 181 miliardi di euro a 192 miliardi di euro) e una riduzione del surplus per i servizi (in calo da 166 miliardi di euro a 162 miliardi di euro)”.

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