La gestione del Recovery Fund «è una chiave di volta per rilanciare in maniera stabile e strutturale il Paese per il futuro. Speriamo si arrivi a una sintesi perché ci sono ancora dei nostri suggerimenti che non hanno ancora ricevuto la giusta attenzione». È quanto sottolinea il Presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara in un’intervista all’Adnkronos.
In generale, Gradara lamenta una scarsa attenzione al settore terziario-commercio rispetto a quello che rappresenta. «Bisogna tenere conto dell’enorme processo di trasformazione che sta già avvenendo con la crescita dell’e-commerce,- spiega – che è destinato a generare una trasformazione radicale della Gdo e che andrebbe accompagnata con misure tipiche di un piano di Recovery sul medio termine». «Perché tra scrivere i numeri di un progetto e far accadere le cose c’è molto lavoro da fare». La situazione delle vendite nella Gdo, spiega, soprattutto a partire dal settore Non-food «è estremamente preoccupante sia per i danni già creati dalle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria covid-19 sia per le prospettive».
A delineare lo scenario è il Presidente in rappresentanza delle aziende della Distribuzione Moderna associate, 14.000 punti vendita (di cui 6.300 in franchising) e oltre 200.000 addetti. Un settore del commercio che come altri è fortemente penalizzato. Nel 2020, infatti, Federdistribuzione stima su 11 mesi, da gennaio a novembre (progressivo annuo) un calo di -14,9%, mentre il calo tendenziale a novembre è di -25,7% (dati Istat).
Analizzando le singole categorie merceologiche si riscontra un calo a doppia cifra di tutti i principali settori negli undici mesi, secondo gli indicatori raccolti dall’Ufficio Studi Federdistribuzione: Calzature e articoli da viaggio -25,6; Abbigliamento -24,3%; Giocattoli, attrezzatura sportiva, campeggio -15,8%; Mobili, arredamento -12,8%; Profumeria, cura della persona -8,9%; Casalinghi -4,8%. In netta controtendenza, invece, le dotazioni informatiche con +28,7%.
In questo scenario si muovono in direzione diametralmente opposta le vendite relative al commercio elettronico che registra un incremento tendenziale del +50,2% e un progressivo annuo del +34,8%. E a dicembre, nonostante Natale, l’andamento ricalca il trend annuale. «A dicembre abbiamo assistito a un massacro laddove gli incassi valgono da 2 a 4 volte gli incassi medi dell’anno in alcuni comparti – riferisce Gradara – e purtroppo non c’è un outlook chiaro su quello che accadrà nei prossimi mesi».








