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Claudio Descalzi, AD Eni: “Prima di uno scambio alla pari con Africa bisogna ridare quanto preso”

Non bisogna guardare all’Africa come un paese dal quale prendere solo energia.

E prima di pensare di realizzare un rapporto alla pari tra Italia e Africa dobbiamo dare quello che abbiamo preso per molti anni nel territorio africano.

Queste, in sintesi, le parole pronunciate dall’ad di Eni, Claudio Descalzi, nel corso del B7 summit organizzato da Confindustria.

DESCALZI, PRIMA DI PENSARE A SCAMBIO ALLA PARI RIDARE QUELLO PRESO PER 100 ANNI

“Prima di parlare di Africa bisogna conoscere questo paese e prima di pensare ad uno scambio alla pari bisogna dare quello che abbiamo preso per 100 anni”, ha detto l’ad di Eni, Claudio Descalzi, al B7 summit.

“Tutti siamo concentrati sull’Africa perché abbiamo perso la Russia ma sbagliamo a far così.

L’Unione Europea deve essere vicina all’Africa, ma in realtà lo è da 70 anni.

Non possiamo andare in Africa solo per prendere energia, dobbiamo prima dare puntando sull’ istruzione, l’accesso all’energia e all’acqua”, ha aggiunto Descalzi sottolineando che “se riusciamo a creare una relazione più forte possiamo lavorare bene insieme in Africa.

Questa è la base Piano Mattei”.

“Dobbiamo concentrarci sul creare le condizioni affinché sia più forte l’Africa capendo che non posiamo guardare all’Africa come un’unica entità”, ha proseguito.

DESCALZI, PRIMA DI AFRICA SIANO PAESI AVANZATI A DECARBONIZZARE

“C’è un paradosso per l’Africa perché chiediamo a questo paese di ridurre le emissioni, quando tutti gli altri paesi avanzati producono il 75% delle emissioni e siamo noi che dobbiamo ridurle per primi.

Questo è folle.

Dobbiamo aiutare l’Africa a usare le rinnovabili e a decarbonizzare, ma l’Africa deve fare di tutto per migliorare sua situazione”, ha detto l’ad di Eni.

CINGOLANI (LEONARDO), NON C’È CATENA VALORE SENZA SICUREZZA GLOBALE

“La prima conseguenza della guerra in Ucraina è stata l’insicurezza energetica, alimentare e infrastrutturale e quella a livello mondiale.

Dobbiamo capire questo concetto della sicurezza perché non c’è catena del valore se non c’è sicurezza a livello mondiale e riaffermazione dei principi democratici”, ha detto il ceo di Leonardo, Roberto Cingolani, nel corso del suo intervento al B7.

“Sono tantissimi gli scenari di guerra nel mondo e il G7 deve riflettere sul fatto che sia necessaria un’alleanza industriale e non solo politica.

Creare oggi un’alleanza industriale oggi non è possibile, ma occorre puntare sulla sicurezza mondiale e sul libero mercato”, ha aggiunto Cingolani.

PICHETTO, URGE COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO PER TRANSIZIONE ENERGETICA

“Come possiamo costruire una transizione energetica che porti beneficio per tutti?

La risposta è che la sostenibilità deve significare lavoro, sviluppo, industria e impresa.

Questo è l’impegno di governo ribadito nei lavori del G7, che ha come solco la decarbonizzazione che determina la transizione, in cui pubblico e privato devono collaborare per l’economia del domani”, ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, intervenendo al B7.

“Riteniamo ci siano asset produttivi strategici e che la transizione vada accompagnata ma garantendo crescita e competitività.

La transizione energetica è un cammino da percorrere assieme al sistema produttivo.

È il percorso verso un paese moderno e un’opportunità da cogliere per modernizzare il Paese”, ha aggiunto.

SCANNAPIECO (CDP), LAVORARE IN AFRICA ALLA PARI

“La nostra economia si è rivelata resiliente.

Abbiamo un’economia più frammentata, ma stiamo riforgiando l’economia mondiale e il G7 deve svolgere un ruolo fondamentale nel definire gli elementi fondamentali delle nostre economie”, ha osservato l’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, nel corso del B7 summit.

“Noi siamo una banca che promuove gli investimenti e l’Ue è un operatore fondamentale in Africa anche se non vediamo spesso la bandiera Ue sventolare in quel paese come succede per gli altri paesi.

Quello che cerchiamo di fare non è solo guardare il rendimento finanziario, ma anche l’impatto economico e sociale”, ha aggiunto Scannapieco precisando che “stiamo coordinando il lavoro tra noi.

Stiamo cercando di portare avanti il dialogo con la controparte africana per fare di più, lavorando alla pari, che è poi il principio alla base del Piano Mattei.

Abbiamo potenziale e risorse: dobbiamo coordinarci”.

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