È stato deciso di aumentare il numero dei permessi di lavoro per gli immigrati. Ne spiega l’importanza l’economista Innocenzo Cipolletta, il presidente di Confindustria Cultura, che afferma: «per ora si tratta di ben poca cosa, anche se lo scarto con il passato è significativo (da 32 mila a circa 80 mila permessi)».
«Ma la decrescita della popolazione, lo sforzo attuale per recuperare i precedenti livelli di reddito e quelli per portare a termine i molti programmi del Pnrr dovrebbero indurre a guardare con occhi diversi il processo dell’immigrazione. Non si tratta soltanto di aumentare i permessi. Si tratta piuttosto di avviare finalmente una vera politica d’integrazione, cominciando con i molti clandestini presenti nel nostro paese da regolarizzare e da avviare a percorsi di formazione e di educazione civica», scrive su InPiù.net.
«Poi un programma edilizio per la costruzione di abitazioni sociali che potrebbe essere lo strumento sia per occupare parte di questa manodopera sia per dotare molte famiglie, italiane e straniere, di un’abitazione decente in quartieri costruiti con una progettazione umana. Insomma, dovremmo passare dalla politica dei respingimenti e dei campi per i rifugiati a una politica d’integrazione e supporto all’immigrazione legale».
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