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Nunzia Ciardi (vicedirettrice dell’Agenzia cibernetica): «La guerra ibrida può colpire anche l’Italia»

La minaccia alla cybersecurity è sempre più alta. A  dichiararlo è la vicedirettrice dell’Agenzia cibernetica italiana Nunzia Ciardi, secondo la quale «in qualsiasi momento ci possono essere impennate impreviste» e dunque «le difese devono essere al massimo. Con le bombe ai confini dell’Europa, c’è una minaccia cibernetica che non deve farci paura. Ma non può non preoccuparci», aggiunge.

«Questa guerra ha dimostrato che «esiste un conflitto ibrido, parallelo» che «è in grado di fare malissimo», avverte l’ex capo della Polizia postale in un’intervista a La Repubblica. Il governo ha deciso di mettere fuori mercato l’antivirus russo Kaspersky.  «Il problema» spiega Ciardi «è che la società che lo produce ha sede in un Paese che ha messo l’Italia nella lista delle nazioni ostili. La questione non è tecnica ma geopolitica» afferma la vicedirettrice, per la quale non si può correre il «rischio che una società entri sistematicamente nei computer delle nostre amministrazioni».

Alle società private che ora si trovano con l’esigenza di cambiare antivirus, Ciardi consiglia di «diversificare con altri prodotti». Il caso Kaspersky deve «spingere a una riflessione», ovvero «non si può dipendere da altri Paesi”, afferma la numero due della cybersecurity italiana, che esorta: «Serve investire sulle nostre aziende». 

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