Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Chirurgia robotica e futuro della sanità: l’intervista a Riccardo Schiavina

Cerca
L'AUTORE DELL'ARTICOLO
ANALISI E SCENARI
OSSERVATORIO IDEE
OSSERVATORIO IMPRESE

Abbiamo condotto un’indagine per analizzare l’introduzione della chirurgia robotica e i suoi effetti sul sistema sanitario italiano, con particolare attenzione all’innovazione clinica, all’organizzazione ospedaliera e alle prospettive future.

Il lavoro ha coinvolto primari di chirurgia dell’Emilia-Romagna, chiamati a condividere la propria esperienza diretta su una delle trasformazioni più rilevanti della medicina contemporanea.

Chi è Riccardo Schiavina

Riccardo Schiavina è Professore Ordinario di Urologia presso l’Università di Bologna e svolge la sua attività clinica e di ricerca nell’ambito della chirurgia urologica, con particolare riferimento alla chirurgia robotica e mini-invasiva.

È attivo presso l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola e vanta una lunga esperienza nell’adozione e nello sviluppo delle tecnologie robotiche applicate alla chirurgia, oltre a un’intensa attività scientifica e formativa a livello nazionale e internazionale.

Quali sono, dal suo punto di vista, le innovazioni che hanno realmente trasformato il modo di operare e di prendersi cura del paziente?

Le innovazioni che hanno cambiato la pratica clinica sono molteplici, dalle suturatrici meccaniche, alle colonne laparoscopiche e robotiche che permettono di vedere i dettagli anatomici 10-20 volte meglio, dai fili autostatici agli strumenti di sintesi tissutale alle sostanze fluorescenti che mettono in risalto i vasi sanguigni nascosti…insomma le innovazioni sono molteplici e ne continuano ad arrivare di nuove, riducendo l’impatto sui malati e sugli ospedali.

Qual è oggi il vero valore aggiunto della robotica nella pratica chirurgica quotidiana, dal punto di vista del chirurgo?

La vera rivoluzione della robotica sta nel fatto che, per la prima volta, tra il paziente e le mani e la mente del chirurgo si frappone tutta la tenologia umana possibile.

Mentre prima c’era un contatto diretto tra le mani del chirurgo e il paziente, ora queste sono separate ed in mezzo vengono inserite una serie di innovazioni che amplificano e potenziano l’opera del chirurgo dotandolo di superpoteri che semoplificano l’intervento e rendono facile ciò che è in realtà molto diffiile a cielo aperto e a mani nude, portando la mente e le mani del chirurgo in parti recondite all’interno del paziente.

Questo significa che ogni nuova scoperta tecnologica umana, introdotta magari nella formula 1, nella tecnologia aereospaziale o in quella biotech viene inserita tra chirurgo e paziente consentendo innovazioni sempre più inimmaginabili per un tempo nemmeno troppo lontano.

Dal lato del paziente, quali sono i benefici più significativi introdotti dalla chirurgia robotica?

Enormi, dal dolore ridotto, alle complicanze diminuite, allo standard di risultati che in generale viene alzato.
Oggi interventi un tempo invasivi, demolitivi e dolorosi vengono proposti con grande tranquillità fino a raggiungere il cosiddetto one-day surgery anche per la chirurgia maggiore.

In che modo la chirurgia robotica incide sulla gestione delle liste d’attesa e sull’organizzazione dei reparti?

In generale la robotica libera i letti e occupa le sale, nel senso che i tempi chirurgici sono più lunghi mentre le degenze sono drasticamente ridotte.

L’impatto che ne deriva dipende di volta in volta dal sistema sanitario in questione, che varia da paese a paese e non sempre ha lo stesso risvolto.

Qual è il suo giudizio sul Servizio Sanitario Nazionale rispetto alla capacità di valorizzare la robotica?

Massimo, nel senso che è in questo che le innovazioni tecnologiche trovano la loro migliore applicazione, anche se bisogna ammettere che il sistema sanitario privato ha fatto propria la chirurgia robotica già da tempo, in alcuni casi anche da antesignano soprattutto in altre regioni.

Quale ruolo avrà la robotica nei prossimi anni e quali sfide restano aperte?

Non vi è dubbio che la robotica ha rivoluzionato la chirurgia, in primo luogo quella urologica che per prima ormai da 25 anni ha approfittato di tale innovazione, poi piano piano anche le altre specialistiche come la chirurgia gastrointestinale, epatobiliare, ginecologica, toracica, otorino si stanno sempre più convertendo.

Nuovi robot sempre più competitivi ed economicamente vantaggiosi si stanno affacciando sul mercato, sia dagli USA che dalla Cina. Con il recente sviluppo della telechirurgia è oggi possibile centralizzare l’attività sui centri hub sia in termini di expertise che di formazione, consentendo di raggiungere sedi periferiche e spoke lontani con l’eccellenza dei centri abilitati.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.