“Al momento la possibilità che sostituisca quella tradizionale è lontana perché è vulnerabile ad attacchi informatici ed è un problema che va risolto prima di diventare dominante. Quindi è ragionevole pensare che i benefici dell’intermediazione bancaria rimangano rilevanti ancora per un bel pò di tempo”.
Così Chiara Scotti, vicedirettrice generale di Bankitalia, in un’intervista a Class Cnbc, interpellata sulla possibilità che la finanza decentralizzata sostituisca in toto quella tradizionale.
“L’euro digitale è molto diverso da una stablecoin. Sono strumenti molto diversi. Le stablecoin – ha spiegato – sono una forma tokenizzata di moneta che è emessa da soggetti privati, mentre l’euro digitale sarebbe una forma digitale del contante, con quindi l’affidabilità intrinseca di una valuta ufficiale garantita dalla Bce. Chiaramente ci sono dei benefici che la moneta tokenizzata potrebbe portare al sistema dei pagamenti, ma questi devono essere valutati attentamente e messi in relazione ai rischi. L’euro digitale è una moneta di banca centrale, uno strumento che l’eurosistema sta sviluppando con caratteristiche tali da promuovere efficienza, sicurezza e inclusione del sistema dei pagamenti europeo”.
Quanto alla finanza digitale americana e l’impatto della presidenza Trump, secondo Scotti “in Europa con l’approvazione di Micar è stato fatto un grosso sforzo per permettere all’innovazione di apportare benefici agli emittenti, operatori e utilizzatori di criptoattività, mantenendo saldi i presidi per la stabilità finanziaria, il regolare funzionamento e la protezione dei consumatori. Altrettanto non può dirsi negli Stati Uniti dove la nuova amministrazione sembra meno preoccupata dei potenziali rischi dove le interconnessioni tra l’ecosistema cripto e la finanza tradizionale stanno crescendo rapidamente. Le conseguenze per la stabilità finanziaria potrebbero essere significative e dobbiamo continuare a lavorare, capire quello che sta succedendo per preservare e possibilmente rafforzare il meccanismo di cooperazione internazionale per evitare di avere grandi crisi”.








