“Le sanzioni non ammansiranno Putin. Sono timide, vuote, condizionate, calibrate. Non funzioneranno”. Sul Quotidiano Nazionale Cesare De Carlo critica la strategia di Usa e Ue nella vicenda ucraina.
“Nella storia le sanzioni non hanno mai riportato alla ragione il cattivo di turno. Colpiranno banche, finanza, energia, tecnologia. E anche se arrivassero, come minaccia Biden a nome di un inesistente consenso atlantico, avranno impatto trascurabile. Putin ha raggiunto quasi l’autarchia. E sa bene che mai e poi mai gli europei rinunceranno al suo gas.
Qualche dato. Indebitamento estero dimezzato. Rapporto debito/pil al 18%. Riserve valutarie e in oro raddoppiate. Interscambio con la Cina triplicato in cinque anni. Quelle sanzioni investiranno i commerci con le due regioni ucraine secessioniste. Pressoché nulli. Il gasdotto Nord Stream 2 non avrà la ‘certificazione’ tedesca. Politici, oligarchi, banchieri non potranno viaggiare. Pazienza”.
Secondo De Carlo “Putin mira a imporre un suo presidente e avere la sicurezza che la Nato, dopo averlo accerchiato, non si prenderà anche questa regione che per storia, etnia, lingua, è russa almeno a metà. La grande maggioranza dei russi è con lui.
E i Paesi Baltici? Probabile riassistere all’applicazione del metodo Putin. Come in Crimea e in Ucraina. Referendum, secessione, annessione, occupazione. Faranno da deterrente gli 800 soldati americani prossimi a trasferirsi sul Baltico dall’Italia? Improbabile. La debolezza o la percezione della debolezza minano la temibilità dell’avversario. Questa è realpolitik. Putin ha negli occhi la fuga notturna di Biden dall’Afghanistan. E vede gli europei in un vicolo cieco. Senza il suo 40% di gas naturale le loro economie rimarrebbero paralizzate. Non seguiranno Biden. E a proposito della Cina, la sua Ucraina si chiama Taiwan”.








