Secondo il presidente e amministratore delegato di Sanofi, Marcello Cattani, ha sostenuto che «dimostrare il valore del settore healthcare è fondamentale per l’Italia e per tutti i segmenti della filiera». Lo ha detto nel suo intervento al convegno “La sfida Healthcare. Innovazione e attrattività del settore per la competitività in Europa”, promosso dalla Fondazione Mesit, che si è tenuto a Roma al Centro di Studi Americani.
«Salute, innovazione e industria» ha proseguito Cattani «sono mondi che si devono parlare e che devono essere strategici anche in relazione all’Europa. Abbiamo bisogno dell’economia per sostenere un sistema sanitario universalistico. Anche in considerazione del fatto che oggi l’Europa vive un momento di difficoltà. Pensiamo alle regole che afferiscono al settore farmaceutico. Non possiamo su questo non essere solidali con la posizione del Governo rispetto alla revisione della legislazione farmaceutica che a oggi parte da un attacco ideologico alla protezione brevettuale. Oggi 5,5 farmaci approvati da Ema sono di origine americana e il 2,2 sono cinesi».
L’Europa «ha perso il 25% di mercato» sottolinea Cattani. «Dobbiamo continuare a difendere la proprietà intellettuale per attrarre risorse e investimenti o diventeremo solo un mercato di consumo. Per essere leader in un settore come quello sanitario dobbiamo far crescere le interconnessioni tra i blocchi e tra i Paesi, sensibilizzando l’Ue sul cambio di regole per tornare ad essere competitivi». Cattani ha ricordato, inoltre, la necessità di interventi in tema di governance della spesa farmaceutica. «Serve» ha concluso «rivedere velocemente il meccanismo del payback, che costerà alle aziende il prossimo anno, 1,8 miliardi. Una tassa reale e aggiuntiva che penalizza l’attrazione degli investimenti e la sostenibilità industriale. Così come è fondamentale avere tempi di accesso più brevi perché oggi sono mediamente di 14 mesi a livello nazionale, a cui si aggiungono oltre 4-16 mesi a livello regionale».








