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Hélène Carrère d’Encausse (storica francese): «Putin ossessionato e paranoico. Ha problemi psicologici e si è autosilurato»

«Putin è in piena regressione», la sua leadership potrebbe non durare ancora molto. «Qualcosa si sta muovendo, anche se ci vorrà tempo». Lo afferma, la storica francese Hélène Carrère d’Encausse, grande specialista dell’Unione Sovietica prima e della Russia poi, nonché segretaria perpetua dell’Académie française ed ex deputata europea.

«Putin si è silurato da solo», sottolinea. «Sono stupefatta dalla scelta di Putin, totalmente controproducente. La Russia è una potenza euroasiatica, lui voleva rafforzare il lato europeo e invece viene respinto e non gli resterà che rivolgersi ancora di più a Est, verso l’Asia e la Cina, che approfitterà di una Russia indebolita», dice in un’intervista al Corriere della Sera.

L’Ucraina non è Russia

Secondo Cerrère, Putin, «oltre a pensare e dire alcune asinerie storiche assolute, come il fatto che l’Ucraina non esisterebbe come nazione perché sarebbe Russia, è tornato all’epoca degli zar e a quel che allora si pensava dell’Ucraina». Gli zar «consideravano gli ucraini come dei contadinotti, dei russi meno evoluti». E infatti, secondo la storica, Putin ha «sottovalutato gli ucraini come facevano gli zar, ha pensato di cavarsela in poche ore. Non si è accorto che l’Ucraina è moderna, attratta dall’Occidente, e pronta a resistere. Anche le forze militari impiegate finora tradiscono questo pensiero: non si può pensare di conquistare un Paese di 40 milioni di abitanti senza gettare nell’impresa tutto il peso di un’armata imponente. Ha creduto di poter giocare al risparmio ma si è sbagliato».

L’ossessione di Putin

Carrère descrive Putin come «sempre più solo, e ossessionato dal Covid. Il tavolo lunghissimo era un modo per mettere a disagio Macron, certo, ma la sua paura del virus è reale, paranoica. Sembra un altro uomo». Secondo la storica il presidente russo sta conoscendo una “regressione” psicologica. «Il peso della bilancia si sposterà sulla parte asiatica della Russia, proprio quello che Putin voleva evitare», dice Carrère. Che ritiene anche la minaccia atomica una regressione: «Guarda indietro e in questo caso torna all’epoca della guerra fredda».

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