Carlo Cottarelli, responsabile dell’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica, ha parlato nel corso di un’intervista a La Repubblica, sulle sorti future dell’Italia, sotto la guida del nuovo esecutivo Draghi.
«Il successo di Draghi si misurerà osservando se con il suo governo si riuscirà a fare riforme essenziali per il funzionamento dell’Italia, che vanno al di là degli orientamenti politici e hanno bisogno di tempo per essere realizzate. In questo senso avere una base parlamentare rende meno probabile che un prossimo governo disconosca quelle riforme».
«La soluzione al problema del debito è fare riforme che portino la crescita», e dunque fra i primi interventi da realizzare, secondo Cottarelli, «dovremmo portare il grado di copertura ad almeno il 60% con un’uguale distribuzione in tutte le regioni, per avere una società giusta bisogna dare a tutti le stesse possibilità di partenza. E proprio nei primissimi anni di vita, come dimostrano molti studi, si possono ridurre grazie all’istruzione disuguaglianze che dipendono ad esempio dalle condizioni economiche della famiglia di nascita, che se non si affrontano subito rischiano di allargarsi».
Invece nel nostro paese, conclude il responsabile dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica, «per essere eletti i politici hanno trovato più conveniente promettere Quota 100 invece che più asili nido. E questo dipende da motivi demografici in un Paese dove, anche elettoralmente, i vecchi pesano più dei giovani».








