Pensare al debito buono, altrimenti il Recovery Fund sarà vano.
La posizione di Carlo Cottarelli è chiara ed emerge dalle pagine di Libero, a cui ha rilasciato un’intervista.
Il direttore dell’Osservatorio dei Conti pubblici italiani della Cattolica ha spiegato come i fondi del Recovery Fund inizialmente provocheranno «un effetto droga, per cui in un primo momento anche i soldi dati a chi li spreca” riattiveranno momentaneamente l’economia.
Secondo Cottarelli un aumento di breve durata non farebbe crescere l’economia, bisogna invece «pensare al debito buono: a spendere per le infrastrutture, la ricerca, l’università. Ma per farlo bisogna essere capaci».
«Sulla partecipazione dello Stato nell’industria, io non vedo un nuovo Mattei. Lo Stato è già inefficiente. La creazione di nuove società aumenta solo i poltronifici delle già presenti 10 mila municipalizzate. Ammetto che in momenti di crisi lo Stato possa entrare: negli Stati Uniti, nel 2008/2009, lo Stato privatizzò le banche e l’industria automobilistica, ma non deve essere una prassi».
«Credo esista il pericolo – aggiunge il direttore dell’Osservatorio Cpi della Cattolica –, così, di indirizzare il flusso di denaro verso le solite lobby. E che, per esempio, ci sia un disegno dietro la norma inserita nel Decreto Rilancio che istituisce il cosiddetto “patrimonio dedicato” Cdp, un aiuto per le grandi imprese per dieci mesi con possibilità di proroga automatica senza passaggio parlamentare. Strano per una cosa che dovrebbe essere temporanea».
Per l’ex Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica una colpa ce l’ha la burocrazia. Come accaduto per quanto riguarda gli appalti: «Per snellire la burocrazia hanno rivisto l’abuso d’ufficio e il danno erariale. Bene. Ma non si è capito che, così, i dirigenti pubblici che prima non decidevano per timore di responsabilità penale ora non decidono per inerzia. Invece bisogna agire sugli incentivi, pagare di più quelli che fanno bene il proprio lavoro».








