«Chi spera in un governo guidato da me resterà deluso. Perché la soluzione è un Conte ter, con una maggioranza simile a quella che ha sostenuto l’ultimo esecutivo. Se non ci riescono, allora vedo le elezioni». Lo sostiene Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, intervistato sulla Stampa da Giuseppe Bottero.
In Europa c’è forte preoccupazione sul Recovery Plan italiano. «Penso che i soldi ce li daranno comunque, l’Ue farà osservazioni ma il piano sarà approvato. Il problema riguarda il periodo successivo, è sull’esecuzione che vedo incertezze». Di che tipo? «Sugli investimenti pubblici abbiamo ritardi storici. Siamo stati lenti nella presentazione del piano, figuriamoci nella sua attuazione». Come si può migliorare il testo? «Bisogna porre le condizioni per spingere gli investimenti privati, partendo dalla burocrazia. Ci sono troppi moduli, una Pa lenta. Andrebbe gestita come un’azienda. L’altra priorità è la giustizia, la parte della bozza è troppo vaga. Ma non tutto ciò che il governo deve fare sta nel Recovery Plan».
La crisi di governo è una minaccia sulla riuscita del piano? « È chiaro che il governo dimissionario lo sta rallentando, è un mese e mezzo che si va avanti con il tira e molla. Non cresciamo da vent’anni, avremmo dovuto essere i primi a presentare un piano completo». Ha timori per i riflessi della crisi sulla nostra economia? «Fortunatamente abbiamo la rete di protezione della Bce che è quella che ci sta salvando: da Francoforte l’anno scorso sono arrivate cinque volte le risorse che, attualmente, arriveranno dal Recovery».
Come si esce dallo stallo? «Da cittadino mi sono meravigliato di questa situazione. A questo punto mi sembrerebbe più logico cercare di riformare la coalizione che c’era prima. Che Conte resti, e si mettano d’accordo per migliorare il Recovery Plan. Non che il governo mi piacesse particolarmente, ma non vedo altra soluzione».








