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Carlo Bonomi (presidente Confindustria): «Rimuovere gradualmente blocco ai licenziamenti. Vaccini e Recovery Plan priorità del nuovo governo Draghi»

Vaccini e riforme. Si può riassumere così il mantra del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano tedesco “Handelsblatt”, che chiede riforme rapide del mercato del lavoro al nuovo presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Per Bonomi bisogna provvedere a una graduale eliminazione dello stop ai licenziamenti, utile a inizio pandemia e unico caso al mondo, mentre è necessario un allungamento del congedo di maternità. Forte apertura al modello tedesco, come sul fronte del sussidio di disoccupazione. Il presidente di Confindustria chiede riforme strategiche a Palazzo Chigi: lavoro, giustizia, fisco, pubblica amministrazione. Ma prima di tutto massimizzare tutti gli sforzi sulla campagna vaccinale. Accelerando nel frattempo riguardo il piano per il Recovery Fund, che deve essere presentato entro fine aprile, definito da Bonomi come «opportunità storica» per ridurre le disuguaglianze.

Nel 2020 sono andati persi mezzo milione di posti di lavoro e a farne le spese sono stati principalmente le donne e i giovani. «Già prima della pandemia il tasso di occupazione femminile era dieci punti sotto la media europea». La pandemia, insomma, non ha fatto altro che acuire dei problemi già palesi nel Paese. Per questo si potrebbe pensare a un bonus per le imprese che assumono giovani e donne, aggiungendo più flessibilità nei contratti a tempo determinato.

Secondo il numero uno di Confindustria, il governo dovrebbe avviare riforme per quanto attiene agli ammortizzatori sociali e alla politica occupazionale: «Le imprese che operano nel turismo o nel commercio continueranno ad avere bisogno dei ristori previsti dalla Cassa Covid», oltre alla rimozione dello stop ai licenziamenti. Viceversa, altri settori che sono riusciti ad assorbire la situazione di crisi, dovrebbero avvalersi della normale cassa integrazione ordinaria e nel contempo cominciare ad avviare processi di riorganizzazione.

Bonomi, in ottica di una trasformazione del mercato del lavoro, si ispira al modello tedesco. «È necessario investire nella formazione, affinché le persone che perdono il lavoro possano avere nuovamente la possibilità di trovare un’occupazione». Per questo, aggiunge, la corresponsione dell’assegno di disoccupazione dovrebbe essere associata all’obbligo di un aggiornamento professionale.

Sulle medie imprese, Bonomi ritiene che ci siano i mezzi per sopravvivere e ripartire, dopo questa pandemia. «Dal punto di vista della competitività le imprese italiane di media dimensione sono assolutamente allineate con le migliori imprese europee», conclude Bonomi.

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