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Carla Ruocco (presidente Commissione inchiesta banche): «La Banca Popolare di Bari sia realtà aggregatrice»

Lo stato dell’arte: il sistema bancario del Sud è troppo frammentato un un territorio poco sviluppato.
L’analisi: la Banca popolare di Bari dovrebbe diventare la realtà aggregatrice del sistema.
La disamina della situazione è della presidente della commissione di inchiesta sulle banche, Carla Ruocco, che ha ribadito la sua proposta di un polo bancario del Mezzogiorno durante l’audizione dei commissari straordinari della popolare pugliese, precisando di aspettarsi che “Mcc, senza altri ritardi, con assoluta pienezza di poteri, proceda all’individuazione di competenti ed autonomi organi di governo e di controllo della banca chiudendo questa parentesi commissariale”.

Un progetto che veda la popolare di Bari come perno dello sviluppo del Mezzogiorno potrebbe essere possibile dopo la trasformazione in spa e la presenza di un “solido e prestigioso” socio di controllo come Mcc, ha sottolineato il commissario Antonio Blandini. Il rilancio di BpB è “un’occasione unica anche per lo sviluppo del Mezzogiorno”, ha spiegato Enrico Ajello. Pop Bari “è stata messa in sicurezza”, ma adesso bisogna avviare una fase di rilancio con la definizione del piano industriale 2020-24; è rimasta l’unica grande banca al Sud e quindi “può svolgere una funzione importantissima di politica economica di sostegno e supporto all’economia in un territorio così depresso come il Mezzogiorno”, ha continuato Blandini.

Apertura dei commissari anche a un eventuale ingresso della Regione Puglia nel capitale della banca: “è sicuramente qualcosa di molto interessante e importante”, ha sottolineato Blandini precisando che “non abbiamo dati su questo tema”. Questo è comunque “un progetto recente e se dovesse realizzarsi avverrà solo dopo che i commissari straordinari saranno usciti dalla banca”. L’assemblea per la nomina degli organi societari è stata convocata per il prossimo 15 ottobre, mentre la lista di Mcc è attesa entro venerdì 25 settembre. Quanto alle prospettive future, “Banca Popolare di Bari è stata messa in sicurezza dal punto di vista patrimoniale, ma ci vorranno almeno due anni ancora in perdita prima del pareggio di bilancio, per poi arrivare a un risultato economico positivo nel 2023-2024”.

Ripercorrendo le tappe della gestione straordinaria, Blandini ha ricordato come la situazione di partenza “era molto complessa e delicata dal punto di vista industriale: la banca aveva un rapporto cost/income ben oltre il 100%, fra i peggiori in Italia”. Le criticitaà sono state risolte con la “stabilizzazione patrimoniale” realizzata con gli 1,6 miliardi arrivati da Fitd e Mcc. Con la gestione commissariale, quindi, la situazione è completamente cambiata. I crediti in sofferenza netti a giugno 2020, dopo l’operazione con Amco, rappresentano lo 0,24% dei crediti totali dell’istituto, con una diminuzione rispetto all’anno precedente del 95,4%, ha spiegato il commissario aggiungendo che “la rilevante riduzione degli stock di crediti deteriorati da gestire contribuirà a migliorare i tassi di recupero su incagli e sofferenze”.

In prospettiva è bene che la banca si concentri su una clientela corporate di “piccole e medie imprese del territorio, per non creare esposizioni eccessive rispetto alla dimensione contenuta della banca”. Per la risoluzione della crisi, la tempistica è stato fondamentale. “Il mondo politico ha compreso subito l’importanza e la necessita’ di intervenire in tempi rapidi. Il fattore tempo è stato determinante”, ha messo in evidenza Ajello. I rischi legali sulle richieste di ristoro ai soci retail della banca che avevano sottoscritto gli aumenti di capitale del 2014 e del 2015 “sono tutti coperti. È stato costituito un fondo ad hoc per tutte le proposte transattive”. Nei prossimi giorni i commissari avvieranno il pagamento per un esborso totale di 44 milioni.

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