«Il nucleare è sostenibile per definizione». Lo ha detto, all’Adnkronos, Carlo Maria Capè, Ceo di Bip, commentando l’evento “Il Verde e il Blu Festival – Buone idee per il futuro del pianeta”, organizzato a Milano da Bip in collaborazione con Beulcke and Partners. «Il nucleare è sostenibile in quanto non produce, nell’immediato, anidride carbonica e quindi non contribuisce al riscaldamento globale».
«Poi, naturalmente, il nucleare attuale di terza generazione ha delle altre controindicazioni, che però non c’entrano nulla con il clima, e che sono in fase di studio e di superamento con il nucleare di quarta generazione e con altre tecnologie, di cui si parlerà durante questo dibattito».
«Queste altre tecnologie saranno, probabilmente, pronte prima del nucleare di quarta generazione. E saranno tecnologie di fusione, invece che di fissione, che generano solo gas puliti, come l’idrogeno, che non hanno un grosso impatto», ha aggiunto Capè. «Il vantaggio del nucleare è che è un’energia programmabile, cioè si può definire in anticipo quando e quanto produrre, e quindi può essere tranquillamente una base di energia pulita su cui montare, poi, tutte le rinnovabili, che sono invece meno programmabili e che possono gestire meglio i picchi», ha concluso.








